Volkswagen ID.4, il SUV elettrico ha freni a tamburo nella parte posteriore. Ecco perché

Il primo modello con ruote ‘alte’ 100% elettriche dell’azienda tedesca utilizza una tecnologia matura, freni a tamburo nella parte posteriore, combinati con le ultime innovazioni tecniche nella mobilità senza rilascio

Un SUV compatto senza emissioni di Volkswagen, il modello ID.4, già in produzione con consegne ai clienti previste entro la fine del 2020. 1a edizione è a listino a partire da 48.600 euro, con una potenza di 150 kW (204 CV) e una coppia di 310 Nm, motore abbinato ad una batteria da 77 kW / h per percorrere fino a 490 chilometri con un ricaricare. Un SUV lungo 4,58 metri e larga 1,85 metri, progettata sulla piattaforma modulare elettrica Meb (come la berlina compatta ID.3) con la quale la batteria può essere montata sotto il pianale centrale, a tutto vantaggio della distribuzione dei pesi e dello spazio a bordo cabina. Volkswagen ID.4 è un vettore standard delle nuove tecnologie della casa di Wolfsburg in termini di trazione elettrica. Un modello su cui, viste le prime immagini ufficiali, non è passato inosservato un elemento meccanico ‘vintage’: i freni a tamburo posteriori. Scelta determinata da fattori tecnici? o economico? Sicuramente un elemento strano, l’uso di tamburi e scarpe al posto di dischi e alette dei freni, su un’auto progettata nel terzo millennio. Un fatto che però non dovrebbe sorprendere: ecco perché.

ID.4, TRAZIONE ELETTRICA E SISTEMA FRENANTE

Il posizionamento del motore elettrico davanti all’assale posteriore e la corrispondente trazione posteriore fanno sì che la capacità di decelerare e decelerare sia ampiamente soddisfatta dal freno del motore elettrico. Guidare un’auto 100% elettrica significa, come è noto, implementare di fatto uno stile di guida diverso rispetto alle auto con motore a scoppio, uno stile in cui la frenata può essere calibrata – con una certa familiarità – con la decelerazione. essere rilasciato. Ne consegue che l’utilizzo dei freni – sia a disco che a tamburo – soprattutto sull’asse posteriore nel caso di una vettura come la Volkswagen ID.4, è decisamente inferiore. E che il giusto sistema frenante può essere più piccolo. Ne è prova il fatto che, anche nel caso di auto elettriche con freni a disco sull’assale posteriore, l’usura dei cuscini è inferiore rispetto a un’auto con motore tradizionale.

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LO STILE DI RIDE

Il pedale del freno viene quindi utilizzato su un’auto come la Volkswagen ID.4 e altre auto 100% elettriche in modo limitato durante la guida quotidiana, tranne in situazioni di emergenza. Lo garantisce anche la costruzione dell’ID.4 su una piattaforma creata appositamente per i veicoli elettrici il peso del SUV medio è ben distribuito in quanto la batteria può essere montata sotto il pianale. Ne consegue che l’utilizzo dei freni a disco solo sull’assale anteriore in combinazione con la decelerazione al rilascio dell’acceleratore è più che sufficiente a garantire gli standard di sicurezza richiesti per guidare nel terzo millennio. Va anche aggiunto che in diversi modelli di auto sull’asse posteriore non è raro utilizzare i cosiddetti freni con ‘tamburo nel cappello’, cioè sistemi frenanti oltre che freni a disco – che sono necessari per eseguire i freni ‘normali’ – combinato con il freno a tamburo – è utilizzato per la funzione freno di stazionamento. Il caso della Volkswagen ID.4 potrebbe quindi essere un’ulteriore evoluzione di questo sistema, dove dischi e flap dei freni (considerati ridondanti) vengono sostituiti solo da tamburi.

MENO MANUTENZIONE

A livello ipotetico, la scelta di montare freni a tamburo sull’assale posteriore del Volkswagen ID potrebbe rispondere anche all’esigenza di riduzione dei costi complessivi – sia in termini di produzione industriale che di manutenzione affidata al cliente – rispetto ad un sistema con dischi e chip che, come detto, sarebbe ridondante. In termini di pesi, la scelta tra una tipologia di impianto e l’altra non porta vantaggi significativi.

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