prime dosi a Natale Dieci milioni di bottiglie prodotte a Oxford e Pomezia, una terza per l’Italia

In Europa ci sono almeno 10 milioni di dosi vaccino contro il Covid-19 pronto. A fine anno compiono 20 anni e di questi almeno 3 sono destinati all’Italia. Tutto risolto? No. La fase 3 della sperimentazione è ancora in corso, sebbene sia in una fase avanzata.

Covid, 10 milioni di dosi

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Manca l’autorizzazione dell’EMA (Agenzia Europea dei Medicinali), ma è già iniziata l ‘”indagine in corso”, cioè l’ “indagine in corso” con cui si stanno indagando i dati sperimentali forniti dai produttori. Il vaccino di cui parliamo è un’invenzione del Jenner Institute di Oxford, sviluppato grazie al contributo di Irbm di Pomezia, e insieme alla multinazionale biofarmaceutica britannico-svedese AstraZeneca.

Il ripieno è ad Anagni, nello stabilimento Sanofi. La produzione è già iniziata, a rischio perché le dosi non possono essere utilizzate se il CHMP (Comitato per i medicinali per uomini dell’EMA) viene rifiutato. L’obiettivo è avere a disposizione una quota significativa in caso di successo, vista la straordinarietà dell’emergenza. È il vaccino su cui l’Italia e l’Europa hanno investito di più, e c’è chi si aspetta il via libera entro un mese. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio: «Entro fine anno avremo le prime dosi di vaccino e dall’inizio del 2021 inizieremo le vaccinazioni. Dobbiamo fare gli ultimi sacrifici per avere le prime dosi entro fine anno e andare via con il vaccino ». L’EMA ha anche lanciato la “revisione in corso” per un altro vaccino, il BNT162b2, prodotto da BioNTech in collaborazione con Pfizer. Spiegano all’EMA: “La decisione del CHMP di avviare la” revisione progressiva “di BNT162b2 si basa sui risultati preliminari di studi clinici precoci e non clinici su adulti, indicando che la produzione di vaccini di anticorpi e cellule T (sistema immunitario, difesa) che prendono di mira il virus. Sono in corso studi clinici su larga scala che coinvolgono migliaia di persone. I risultati saranno disponibili nelle prossime settimane e mesi. A Roma c’è un altro vaccino in fase sperimentale, tutto italiano: quello prodotto da ReiThera, di cui prosegue la sperimentazione umana allo Spallanzani e in cui c’è molta fiducia. Un altro candidato italiano per il vaccino è quello di Takis. La corsa è ormai globale: la Cina sta accelerando, con quattro vaccini già nella fase 3 della sperimentazione.
CINESE
Wu Guizhen, il capo esperto di biosicurezza presso il Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie, ha detto alla CCTV che i vaccini potrebbero essere pronti per l’uso generale già a novembre. Inizia l’amministrazione per gli operatori sanitari, i militari, i dipendenti delle aziende che producono i vaccini. Scomparsa la possibilità che gli Stati Uniti annuncino il via libera a un vaccino prima delle elezioni americane: Moderna, l’azienda con uno dei progetti più avanzati, ha annunciato che non potrà richiedere l’autorizzazione prima della fine di novembre . Upmc, Università di Pittsburgh, presente anche in Italia, sta studiando una componente anticorpale per il farmaco Ab8 per un possibile uso terapeutico e preventivo contro il coronavirus: date le sue dimensioni microscopiche può essere somministrato anche per inalazione. Attualmente 10 vaccini hanno raggiunto la fase 3 della sperimentazione: i quattro cinesi (Sinovac, Bejing Institute-Sinopharm, Wuhan Institute-Sinopharm e Cansino Biological), Oxford-Irbm-AstraZeneca, l’americano di Moderna-Niaid, il russo di Gamaleya, Novavax (USA), J&J (USA) e BionTech-Pfizer si sono sviluppati insieme alla cinese Fosun Pharma tra Germania e Stati Uniti.

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Ultimo aggiornamento: 01:07


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