Jole Santelli, coraggio e cancro: “Prima di Berlusconi volevo lasciare la politica”

Vuoi sapere la verità? Tre giorni prima che Berlusconi mi suggerisse di correre in Calabria Stavo per lasciare la politica. Solo tre giorni. Volevo lasciare il parlamento e stavo già andando a lavorare dopo un normale lavoro in Aula e in commissione giustizia. Quello sarebbe stato il mio regalo dello scorso Natale. E invece sono qui. Anche la vita a volte è una sorpresa Vivo come presidente della regione Calabria, ad es.così“Allora può essere sorprendente. quella vita che è scomparsa poche ore fa, poco più di cinquant’anni fa, Jole Santelli parla con un sorriso in cui niente era amaro o malinconico, senza strisce di tristezza, senza l’inconscio della malattia con cui aveva lottato per anni, anche immaginandolo o sospettandolo da lontano. Ha appena sorriso come sorridere chi non ha a che fare con la sabbia che scende dalla clessidra, ma davanti a loro, tutto il tempo che merita.

Locri, 26 agosto dello scorso anno, un edificio storico che domina dall’alto il sito di scavo dell’antica Epizephery fondata dai Greci nel VII secolo a.C.: il governatore della Calabria è l’instancabile animatore di una grande tavola, altra sua cena tour in Locride. Sembra uno di quei ciclomotori inesauribili che non si ferma mai per la benzina. ‘Mi hanno accusato di essere il governatore che voleva aprire tutto, a prescindere dal Coronavirus, che ero solo il portavoce degli interessi economici della regione. E invece Sono stato il primo a chiudere i club», ha detto con un’aria che è rimasta identica a quando aveva trent’anni e il suo debutto nella squadra del governo Berlusconi II con i galloni di Vice Segretario di giustizia. L’ordine di spegnere finalmente le luci della movida, che oggi tutti chiamano “movida”, è stato del governo Conte, che lo riproduce ventiquattro ore dopo con decisione su scala nazionale.

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La sua squadra a volte non sapeva come tenerlo sotto controllo. A volte si aveva l’impressione che l’occhio dei suoi colleghi cadesse come un giudice silenzioso sul pacchetto di sigarette sempre vuoto e sul portacenere davanti, sempre pieno. Perché Santelli lo era uno dei treni che non è stato possibile fermare. Lavato o non lavato. “Te lo dico con tutto il cuore. Non avevo paura di me stesso. Neanche un po. Se hai la responsabilità di un’intera regione sulle tue spalle, non puoi permetterti la paura. Come non puoi permetterti di restare chiuso in casa‘, Ha detto in un’intervista con Impostato in piena regola, quando la luce nella sua stanza nella Cittadella della Regione Calabria era sempre accesa, giorno e notte, perché c’erano continui incontri di flusso con i colleghi governatori e ministri, soprattutto Speranza e Boccia. Durante l’ora dell’intervista, Santelli ha tossito e poi ha sorriso, sorriso e poi ha tossito. Come se le sinistre tracce della malattia la influenzassero in modo diverso, e quindi non potesse in alcun modo influenzarla.

Nipote di Giacomo Mancini, erede di una dinastia socialista, Santelli era la migliore rappresentante nazionale dei ventenni orfani dei Garofano che si sarebbero poi rifugiati in Forza Italia. Con “Quelli a sinistra”, come ha detto, sta bene. Ha scelto Eva Catizone, sindaco rosso di Cosenza negli anni 2000, come guida del suo staff nella regione. E Catizone è diventato una specie di esperto nell’interpretare i suoi occhi e i movimenti del viso.

Ovviamente con un margine di errore. Dopo una mattinata di cena di fine estate segnata dalla pandemia, la tavola mostra segni di declino. Jole alzò lo sguardo e mosse le mani in quel modo. Forse questo è il segno che tra un po ‘possiamo finalmente andare a dormire ». Falso allarme, c’è Jole che apre un altro discorso, stiamo parlando della maggioranza giallorossa, anzi no, “ma non so come affrontare il gossip che dice che sono sempre alla Roma e invece Sono sempre a Catanzaro“Torniamo a parlare di Calabria, ma aspetta”l’altro giorno ho parlato con Berlusconi e lui mi ha detto …“; e ancora sorrisi, chiacchiere, il futuro del centrodestra nazionale, quello della regione Calabria,” ma tu vuoi già andare a dormire, non sono nemmeno le due … “.

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Disegna la storia del futuro, Jole Santelli. Quel futuro che continuerà da oggi senza il suo sorriso, le sue sigarette, la sua politica, la sua gioia di vivere. E vive se stessa.

15 ottobre 2020 (modifica il 15 ottobre 2020 | 11:08)

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