Il coronavirus in Europa sta aumentando la percentuale positiva sui tamponi. In Francia e Spagna sono il 10%

Nell’ultima settimana sono stati analizzati circa 805.000 nuotatori in Italia, mai prima dall’inizio della pandemia. Quasi 32mila di questi Sun risultato positivo: una quota di circa il 4%, con il picco del 5,4% lunedì. Secondo i parametri del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, inizia ad essere un tasso elevato, raddoppiando rapidamente rispetto al 2% detenuto fino all’inizio di ottobre, ma lontano dalla percentuale di primavera (1 aprile con 4 700 casi, i tamponi positivi sono stati il ​​14% del totale).

La notizia meno confortante, quindi, è che i nuovi contagi sono aumentati più del numero di test, che, come vedremo nel nostro Paese, sta crescendo più lentamente che in altri grandi Paesi europei. È anche vero che sono molti i Paesi in situazioni più critiche rispetto all’Italia, non solo in termini di numeri assoluti (i 27mila casi in Francia di sabato, o gli oltre 100 decessi al giorno in Spagna da fine settembre), ma anche per il tasso di positività del nuotatore: la scorsa settimana Parigi segnala più di 9 infetti su 100 test a livello nazionale (in cui ha analizzato quasi 1,1 milioni), con uno un picco del 17% dei positivi nell’area Ile-de-France, tra la capitale e la periferia, dove un terzo dei 1.500 malati gravi di Covid-19 in tutto il paese sono ora ricoverati in terapia intensiva. Non possiamo escludere nulla – ha detto il premier Jean Castex – visto quello che vediamo nei nostri ospedali: se i letti in terapia intensiva sono ancora pieni, dovremo adottare misure più rigorose.

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Anche La Spagna trova un tampone infetto ogni dieci, che diventa quasi 2 nell’area di Madrid (18% positivo). È anche il caso di Ungheria e Romania, con oscillazioni positive del 10% peggio nei Paesi Bassi (12 contagi su 100 test) e soprattutto in Repubblica Ceca e Ucraina. Venerdì il Ministero della Salute di Praga ha annunciato 8.600 casi in un giorno e una settimana prima i ricoveri erano raddoppiati, con un tasso di copertura positivo di 17,3%; Kiev ha iniziato a segnalare più di 5.000 nuove infezioni al giorno, con decessi che raggiungono centinaia ogni 24 ore, per alcuni dei nuotatori positivi del 19,4%, il più alto d’Europa.

La Germania sta andando molto bene, deve fare 70 swing per trovarne uno positivo (1,4%) e anche mantenere la testa Regno Unito: 5,4 su 100 test sono infetti, ma il numero di tamponi è molto alto. Londra può processare fino a 300.000 test al giorno (in Italia il record è stato di 133.000 lo scorso anno) un totale di oltre 25 milioni di tamponi da marzo (il doppio del nostro paese). E se in questa seconda ondata cresciamo i numeri in Europa per 77 giorni, potremmo contenere il virus meglio di altri, c’è sugli inestetismi chi ha fatto di più: la Gran Bretagna (che è tutte le grandi con 3,5 test per giorno per mille abitanti nell’ultima settimana), ma anche Belgio (3), Spagna (2), Francia e Germania (1,9), mentre l’Italia – che ha più che raddoppiato le sue percentuali da agosto – si ferma a 1,76. Come la Repubblica Ceca.

12 ottobre 2020 (modifica il 12 ottobre 2020 | 22:45)

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