Di Batista sulla regione: “È la più grande sconfitta nella storia del M5S”

Una dura accusa contro chi guida 5Stelle. Alessandro de BatistaIl pentacolo, preso di mira all’interno del movimento a causa della campagna contro il governatore emiliano in Puglia – poche ore prima del voto regionale – ha tolto oggi più di un sassolino dalla sua scarpa. “È la più grande sconfitta nella storia del movimento”, dice in una trasmissione in diretta su Facebook.

Un modo per demolire quei leader che hanno cercato di celebrare il successo del “sì” al referendum offuscando il risultato negativo dell’amministrazione. Uno scatto implicito contro Luigi Di Maio. Ma anche un modo per attaccare, ancora una volta, quelli delle cinque stelle che continuano la linea di alleanza con i dem. “È un errore parlare di alleanze. La questione è la crisi di identità del movimento”. Poi: “Una leadership forte? C’era e i voti degli europei si sono dimezzati”.

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D’altra parte, i testi Roberto FicoIl capo sala è sponsor dell’alleanza giallorossa “La responsabilità per colpe e diritti è collettiva. No alle guerre tra gang e alle personalità. Abbiamo bisogno di un giudizio collettivo. Sono sempre pronto a dare una mano”. E poi: “La crisi d’identità del movimento Cinquestelle è nata molto prima della sconfitta di queste elezioni, e va avanti da molto tempo. Per questo spero che sarà il paese pubblico”. Infine, cerca di arginare gli impulsi della destra precisando che questo “Parlamento ha il pieno diritto di eleggere il prossimo Presidente della Repubblica”.

Un altro attacco è arrivato in mattinata da Massimo Bojani, Virginia Capo di Stato Maggiore Raggie, bolognese, volto storico dei 5Stelle. In un post di Facebook, seleziona File Vittoria sì E il referendum è arrivato come “un successo per gli italiani e non certo per i partiti”, indicando che il movimento ha il vantaggio di “intercettare questa ondata”.

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Anche senza menzionarlo, è stato accusatoEuforia manifestata Da 5Stelle Tops, soprattutto da Luigi Di Maio: “Il crollo del M5S in ogni turno elettorale, dalle elezioni europee del 2019 ad oggi, non sfugge alla grave responsabilità di chi da allora non ha mai voluto avviare un momento di riflessione interiore, e non ha osato tenere riunioni pubbliche, non ha diretto i precedenti gruppi regionali in Calabria ed Emilia, lasciò i gruppi allo sbando, e non prese alcuna posizione per costruire progetti seri nelle regioni, quindi decise di dimettersi non certo dopo aver ammesso il fallimento, ma solo di lasciare il Paese.Una palla avvelenata nelle mani del suo successore, che era inevitabilmente un navigatore ma non aveva legittimità. Per prendere decisioni importanti “.

Ora gioca …

Come a dire, non tutte le responsabilità possono essere assegnate al tutore, Vito cremoso. Ha aggiunto: “I cittadini devono credere in un progetto, essere entusiasti, vedere che qualcosa si sta muovendo con uno scopo diverso e superiore alla semplice protezione del loro posto. Altrimenti, se continui così, finirai come Narciso”.

Mezzo terremoto per il movimento. Mentre i leader cercano di frenare l’onda capacitiva invitando giovedì 24 settembre un’assemblea congiunta di deputati e senatori del M5S. All’ordine del giorno si leggono nell’e-mail di invito, gli stati generali e la riorganizzazione del movimento. Il vicepresidente del Senato, Paula Taverna, sta cercando di accelerare la frase “ora le nazioni pubbliche”.

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Stessa parola scelta da Di Maio: “Prima raggiungi gli Stati Generali, meglio è”. Ma forse è troppo tardi.

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