Boris Johnson, tutta la fine di un’era? The Times: New Tories Leader

Quanto dura Boris? La questione non è più presentata, i giornali inglesi ora ne parlano apertamente. Oggi ha toccato il Volte, che ha pubblicato un importante editoriale dal titolo inequivocabile: il prossimo anno dovrebbe portare un nuovo leader per i conservatori. Il premier appare esausto, scrive il quotidiano, anche se i suoi deputati sono vicini ai ribelli di centrodestra e arriva il momento in cui appare in carica ma non al potere. Puoi vedere le ferite e sentire l’odore del sangue. La lunga lista di fallimenti di Johnson: quindi, deve rendersi conto che il 2021 è il momento di lasciare la scena. Perché è suo ucciderlo? Sappiamo quanto sia spietato il partito conservatore con i leader considerati decaduti, quindi Boris deve prepararsi per il suo ritiro. Infine, i conservatori dovrebbero sforzarsi di rinnovarsi nella primavera o nell’estate del prossimo anno.


Dall’altro lato, Lo stesso Boris sta attraversando un periodo molto buio: non trova soddisfazione nell’essere primo ministro, ha scoperto che il peso dell’incarico era eccessivo a causa della sua natura derivativa e confusa. Detto questo, in pratica voleva essere primo ministro, non primo ministro. in uno stato confuso esacerbato da problemi personali. Si è parlato molto del fatto che il divorzio sia finito sul marciapiede: e come hanno notato al partito, un premier non è mai stato visto in bancarotta. Poi c’è il rapporto, non facile, con la giovane fidanzata Carrie Symonds: nonostante le smentite, circolano voci su una crisi di coppia, alimentata dalla sua recente vacanza da sola sul Lago di Como, a cui si aggiungono i pettegolezzi.

Insomma, dice una fonte vicina ai conservatori, nel partito che ora chiamano Boris il tacchino ripieno ambulante: pronto, cioè preparato per il Natale. Un primo tentativo di posa può infatti avvenire anche prima della vacanza. Ma la pressione decisiva che i congiurati, che stanno già affilando i coltelli, intendono darle entro marzo. Intanto prendono posizione i candidati alla successione: il favorito è il cancelliere Rishi Sunakdivenne di gran lunga il politico britannico più popolare grazie a forti misure a sostegno dell’economia. Sarebbe un fatto storico, il primo indiano a guidare Downing Street: ma lui, Bruto, dice una fonte, e Bruto non prende il posto di Cesare. Aspettiamo un agosto per riportare la pace. Una descrizione che porta a Jeremy Hunt, il fidato ex ministro degli esteri che lo scorso anno ha sfidato Boris nella corsa alla leadership. A meno che i Tory non decidano di affidarsi a un leader più giovane, un quarantenne Tom Tugendhat, un ex militare che ha prestato servizio in Iraq e Afghanistan. Il johnsonismo, insomma, finiti prima di nascere: siamo entrati in una lenta sofferenza che potrebbe trovare l’esito prima del previsto.

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5 ottobre 2020 (modifica il 5 ottobre 2020 | 12:00)

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