Tim: cassa integrazione per 29mila dipendenti e 4500 esuberi

18 Mag, 2018, 00:54 | Autore: Sofia Staffieri
  • Tim avvia procedura cig per 3-4 mila persone

Con un confronto iniziato a gennaio scorso il gruppo di tlc aveva proposto ai sindacati un piano di uscite volontarie pari a 6.500 unità nel triennio 2018-2020.

Telecom Italia-Tim annuncia 4.500 esuberi e si prepara ad almeno 12 mesi di cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs) per almeno 29 mila lavoratori.

Tim avvia procedura cig per 3-4 mila persone

Telecom Italia ha chiesto l'avvio della cigs per una durata massima di 12 mesi, presumibilmente a partire dal 18 giugno fino al 17 giugno del 2019. "Siamo convinti che se prevarrà un atteggiamento responsabile da parte aziendale sarà possibile trovare una soluzione che tuteli adeguatamente i dipendenti andando incontro alla necessità di riorganizzazione aziendale". I sindacati sono rimasti fermi nella loro contrarietà alla cigs e l'azienda non ha ceduto sul ripristino delle vecchie condizioni della contrattazione di secondo livello, un punto particolarmente caldeggiato dalla Cgil. Ne dà notizia una nota dell'azienda che spiega come "tale progetto verrà analizzato e discusso con le organizzazioni sindacali nell'auspicabile prospettiva di pervenire ad un accordo in tempi rapidi".

La notizia è arrivata alle organizzazioni sindacali questa mattina: Tim spa ha aperto la procedura di cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione aziendale. Questi lavoratori potranno essere gestiti con strumenti "non traumatici". L'azienda aveva messo in campo l'ipotesi di cassa integrazione per gestire gli esuberi già a metà marzo. Il segmento mobile domestico ha continuato il trend positivo con una crescita del 4,7% dei ricavi totali a 1,27 miliardi di euro, oltre le attese del consenso (-0,3%/+1%) supportata in particolare dall'aumento della penetrazione BB e UBB (rispettivamente +158mila clienti e +354mila clienti), per una base clienti attiva totale di 27,4 milioni di clienti (+1,4%). "Malgrado le numerose occasioni di approfondimento congiunto e le disponibilità manifestate dall'azienda ad un costruttivo e risolutivo confronto, non è stato possibile raggiungere una soluzione condivisa e adeguata alle sfide di trasformazione dell'azienda - afferma la società -; sfide imprescindibili per rispondere efficacemente ai cambiamenti tecnologici e produttivi imposti dal mercato".