Elena Ceste, Cassazione: "Uccisa da atavico maschilismo". L'identikit dell'angrese Buoninconti

18 Mag, 2018, 05:32 | Autore: Alighiero Casassa
  • Elena Ceste

Si decide oggi il destino di Michele Buoninconti, dal 2015 in carcere con l'accusa di aver ucciso la moglie Elena Ceste, villetta a Costigliole d'Asti, in Piemonte, la mattina del 24 gennaio 2014. Il cadavere della donna fu ritrovato il 18 ottobre 2014 in un canale di scolo nella campagna vicino a casa. Già in primo grado, il gup di Asti aveva sentenziato per Buoninconti una pena di 30 anni, con il procuratore generale Giuseppina Casella a richiedere la conferma di condanna nel corso della sua requisitoria in quanto, secondo l'accusa, l'uomo avrebbe assassinato sua moglie per "rafforzare il proprio dominio unitamente a un sentimento di vendetta di fronte a tradimenti comprovati".

Elena Ceste e' stata uccisa "dal piu' atavico dei sentimenti maschili: una sete di dominio unita ad un malinteso senso dell'onore".

L'uomo, che si è sempre proclamato innocente, avrebbe inoltre cercato di sviare ogni sospetto da sé, anche depistando le indagini. Ma gli avvocati dei familiari della vittima, Debora Abbatuzzo e Carlo Tabbia, hanno ricordato come la prima cosa che Buoninconti ha chiesto agli inquirenti che gli comunicavano il ritrovamento di un cadavere, che sarebbe potuto essere quello della moglie, sono state notizie sullo stato di conservazione "per essere certo che non poteva essere identificato".