Verona, studentessa pakistana costretta ad abortire

17 Mag, 2018, 16:48 | Autore: Alighiero Casassa
  • Verona, prigioniera della famiglia in Pakistan: «costretta ad abortire»

Diciottenne pachistana costretta ad abortire Giunge dalle pagine del 'Corriere Veneto' la triste storia della giovanissima Farah, una diciottenne pachistana residente a Verona che lo scorso mese di Gennaio è stata riportata dalla famiglia in Pakistan per abortire.

Farah ha scritto al fidanzato e alle sue amiche di scuola su Whatsapp, i messaggi inviato sono drammatici: "Mi hanno fatto una puntura e hanno ucciso il mio bambino". "Tutto dev'essere fatto in una volta, se no stavolta mio padre uccide pure me", le parole della ragazza, che ha poi rivelato di essere stata costretta ad abortire, e di essere stata legata per giorni ad una sedia, e intontita con medicinali di dubbia provenienza.

Prima di scomparire, Farah aveva chiesto all'istituto il permesso di sostenere gli esami di stato in anticipo: il parto, infatti, era previsto per il periodo della maturità e la ragazza ci teneva a non perdere l'anno. Gli investigatori hanno attivato il consolato pakistano in Italia mettendo a disposizione tutte le informazioni e il materiale raccolto. Lo ha riferito l'assessore ai servizi sociali del Comune, Stefano Bertacco. Partendo, la ragazza aveva detto agli amici che sarebbe tornata dopo qualche giorno, ma da allora in realtà nessuno ha più avuto sue notizie. "È stata ospitata in un appartamento protetto fino al 9 gennaio, quando ha comunicato che si era riconciliata con la famiglia e le è stato concesso, essendo maggiorenne, la libertà di scegliere e tornare a casa dai genitori". La Digos, ora, si sta occupando della vicenda. "In seguito al Centro Petra si è presentato il fidanzato ed è scattato l'allarme". "Di sicuro ad oggi non c'è nessuna testimonianza di come la ragazza vi sia stata portata".