Città della Salute, salvato bambino di sei anni colpito da ictus

17 Mag, 2018, 11:56 | Autore: Minervina Schirripa
  • Sanità, bambino colpito da ictus salvato alla Città della Salute di Torino: bimbo vivo grazie a una protesi metallica

Inserendo uno stent - una piccola protesi, ndr - a livello di un'arteria cerebrale, partendo dalla zona inguinale, attraverso i vasi sanguigni, sono riusciti a mantenere il vaso aperto permettendo la normale irrorazione del sangue al cervello.

Bimbo di 6 anni colpito da ictus: gli è stato applicato uno "stent" grazie a un intervento di chirurgia mininvasiva.

Il bimbo era stato ricoverato in ospedale a Novara per una emiparesi sinistra: "La risonanza magnetica aveva documentato una ischemia dell'emisfero cerebrale di destra, causata da un restringimento dei vasi cerebrali per una causa non nota, probabilmente post infettiva". Al Regina Margherita, Dipartimento di Pediatria e Specialità Pediatriche (diretto dalla dr.ssa Franca Fagioli), si stanno raggruppando le diverse competenze in una équipe dedicata alle malattie neurologiche acute del bambino, con le competenze di pediatri, neuropsichiatri, neurochirurghi, ematologi, cardiologi, rianimatori e neuroradiologi. Nei bambini, dopo queste malattie, può verificarsi, seppur raramente, una reazione infiammatoria che colpisce l'organismo, in questo caso i vasi cerebrali. L'intervento è tecnicamente riuscito e le condizioni del paziente stanno migliorando.

Questo caso dimostra, sottolinea una nota della Città della Salute, che se la terapia medica non è sufficiente, si può intervenire con successo.

Ictus e bambini. L'ictus nei bambini è una malattia molto rara, spiegano i medici torinesi, che ha però conseguenze gravi.

La situazione neurologica ha comunque continuato a destare preoccupazione.

Il paziente, pertanto, è stato sottoposto ad attento controllo neuroradiologico e dei vasi cerebrali.

A salvare la vita al piccolo paziente un' équipe mista multispecialistica, composta dal professor Mauro Bergui, direttore della Neuroradiologia universitaria delle Molinette, e dalla dottoressa Gabriella Agnoletti, direttore della Cardiologia pediatrica del Regina Margherita. Nella maggior parte dei pazienti le cause, spesso ignote, sono probabilmente infiammatorie. Un passo così importante richiede naturalmente competenze multidisciplinari, una équipe affiatata ed attrezzature idonee.