Volo Malaysia Airlines scomparso, inquirenti: pilota voleva suicidarsi

16 Mag, 2018, 09:29 | Autore: Alighiero Casassa
  • Ecco la verità sul mistero del volo Malaysia scomparso nell’Oceano Indiano nel 2014

Tra loro anche Martin Dolan, l'uomo che ha guidato le vane ricerche sottomarine dell'aereo, che, riporta Newsweek, ha parlato al programma australiano "60 Minutes". Ma c'è di più.

Il pilota Zaharie Amad Shah, secondo le ricostruzioni del team, era l'unico che a causa della depressurizzazione non era rimasto privo di sensi. Vance crede inoltre che l'aereo non sia precipitato con un impatto violento, ma in una sorta di atterraggio controllato che avrebbe minimizzato la dispersione di detriti. "Se qualcuno mi desse il compito di far sparire un Boeing 777, farei esattamente la stessa cosa", ha concluso Hardy. Gli inquirenti sarebbero d'accordo con questa ipotesi ma il mistero si infittisce, visto che tuttora non sono stare recuperate tracce del velivolo. Il suo matrimonio era in crisi, e lui si opponeva alla voglia di separazione della moglie. L'unica prova esistente, ovvero la famosa scia di petrolio lunga circa 20 chilometri individuata in mare nella zona della scomparsa, ha fatto presupporre alle autorità vietnamite, che l'aereo fosse precipitato in mare, a 300 km dall'isola di Tho Chu, tra il Golfo di Thailandia e il Mar cinese meridionale: l'aereo ha infatti insolitamente seguito il confine tra la Thailandia e la Malaysia, facendo perdere le sue tracce dopo le 1.30 di mattina, secondo l'ora locale. Volò poi per altre sei ore, terminando la sua corsa in un punto imprecisato a ovest dell'Australia. Dopo anni di ricerche approfondite, gli investigatori sono arrivati alla conclusione che "è stata un'azione fatta deliberatamente e pianificata in un periodo di tempo prolungato". Lo scorso gennaio, una nuova missione finanziata da privati ha iniziato a setacciare l'oceano in un'area adiacente a quella già perlustrata, e continuerà fino a fine giugno. Quello dell'MH370, se confermato, sarebbe il tredicesimo.