Lupo appeso a una pensilina dell'autobus, che orrore: indagati due allevatori

15 Mag, 2018, 19:15 | Autore: Alighiero Casassa
  • Due persone denunciate per maltrattamenti di animali

A novembre era stato denunciato uno sconcertante episodio avvenuto a Coriano, nel riminese. La denuncia arrivava tramite la pagina Facebook 'Basta delfinari'. Queste, insieme alle impronte rilevate dagli inquirenti, sembravano aver messo sulle piste dell'autore di questo orrore.

Ora viene reso noto che sono state indagate due persone, allevatori di 82 e 43 anni, accusate di maltrattamento, cattura, uccisione e furto aggravato di un esemplare di una specie animale particolarmente protetta. Su un Volkswagen Trasponder, in piena notte, si erano recati presso la pensilina dell'autobus, appendendo la carcassa del lupo. Il mezzo è risultato essere intestato a un'azienda agricola di Coriano e, la lente d'ingrandimento dei carabinieri Forestali, si è concentrata sul titolare e i suoi collaboratori. A identificare i due, al termine di un meticoloso lavoro di indagine, sono stati gli inquirenti, che hanno potuto usufruire dei filmati delle telecamere a circuito chiuso. Nel furgone, inoltre, sono state trovate numerose tracce ematiche e formazioni pilifere. I tabulati telefonici, inoltre, confermano che in quelle ore un dipendente dell'azienda (il 43enne) aveva cercato di mettersi in contatto con il padre del titolare (l'82enne). L'autopsia ha accertato che la morte dell'animale era dovuta a "fratture multiple della scatola cranica, con lacerazioni ossee e disgregazione della materia cerebrale" procurate con un "corpo contundente pesante". La carcassa è risultata anche positiva al "Brotifacoum", un veleno topicida che verosimilmente ha stordito il lupo prima della morte. Il cerchio delle indagini si è andato così stringendo sull'azienda agricola. Durante la perquisizione all'azienda agricola, i militari hanno anche ipotizzato i reati di macellazione clandestina e maltrattamento di animali, abbandono di rifiuti, detenzione illecita di un esemplare di cinghiale. Il movente sarebbe da ricercare negli assalti subiti alle greggi dei proprietari dell'azienda agricola che si sarebbero voluti fare giustizia da soli.