Ricerca: ecco Hannes, la mano robot che restituisce 90% funzionalità

12 Mag, 2018, 07:38 | Autore: Sofia Staffieri
  • Mano robotica: ecco Hannes, la mano che piega le dita come quella naturale

La mano - che prende il nome dal professor Hannes Schmidl, già direttore tecnico del Centro protesi Inail di Budrio, a cui si deve l'avvio dell'attività di ricerca protesica e la prima protesi mioelettrica Inail-Ceca del 1965 - è stata progettata affinché conformazione, peso e qualità dei movimenti siano quanto più possibile equiparabili a quelli di un arto reale.

Le dita sono in grado di replicare una postura naturale anche a riposo, e l'utilizzo di un solo motore influenza positivamente anche la durata della batteria, che vanta un'autonomia di circa un giorno. Il pollice, in particolare, è orientabile in tre diverse posizioni e rende possibili i tipi di prese necessarie nella vita di tutti i giorni: il "pinch grasp", pollice e indice in opposizione, per manipolare oggetti di piccole dimensioni come una penna o un chiodo, "power grasp", per spostare oggetti di peso elevato, fino a circa 15 chilogrammi, e il "lateral grip", per afferrare oggetti molto sottili come fogli o carte di credito. Questa tecnologia permette alle persone di comandare la mano semplicemente pensando ai movimenti naturali grazie a due sensori che ricevono e interpretano il segnale elettrico proveniente dal cervello, attivando il movimento del polso o della mano.

Il team ITT-Inail ha brevettato un nuovo sistema chiamato Dynamic Adaptive Grasp (Presa dinamica e adattabile), meccanismo grazie al quale Hannes può afferrare oggetti, adattarsi alla loro forma e resistere alle sollecitazioni esterne.

Il sistema di controllo della mano robotica Hannes è di tipo mioelettrico, sfrutta cioè gli impulsi elettrici che provengono dalla contrazione dei muscoli della parte residua dell'arto, e implementa strategie basate su algoritmi di intelligenza artificiale. A supportare i dati, per una volta, non sono solo i grafici e le slide, ma una testimonianza diretta, quella di Marco Zambelli (nella foto), paziente del Centro protesi dell'Inail che ha testato per primo la mano robotica. "Posso piegare le dita con la forza voluta e cominciare a dimenticare di dover usare sempre la mano sinistra", aggiunge Zambelli, che nel 2015 aveva già sperimentato la prima versione e che oggi ha potuto stringere la mano del ministro del Lavoro uscente, Giuliano Poletti. Per garantire il massimo livello di personalizzazione, il Rehab Technologies Lab ha realizzato un software che si collega alla mano robotica via Bluetooth e consente di calibrare i suoi parametri. "Valuteremo se inserire Hannes nell'elenco dei dispositivi presenti nel nomenclatore tariffario", ha proposto Andrea Urbani, Direttore generale Programmazione sanitaria del Ministero della Salute, che ha portato i saluti del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

"Adesso il passo ulteriore che dobbiamo fare è quello della produzione". "E' inoltre dotato di differenti soluzioni cosmetiche - sottolinea Roberto Cingolani, direttore scientifico dell'Itt - con guanti di rivestimento diversificati per uomo e donna". In commercio dal 2019 la mano bionica è un dispositivo medico di fase 1.

La rivoluzionaria mano robotica nasce dalla collaborazione tra ITT e Inail.