Morte Pietro Marzotto, Zaia: saluto un uomo dal carattere forte

26 Апреля, 2018, 22:07 | Autore: Sofia Staffieri
  • Pietro Marzotto è morto/ Addio all'industriale che trasformò il gruppo tessile di Valdagno in multinazionale

Nel 1980 diventa vicepresidente esecutivo e assume la presidenza della Consortium, un organismo che raccoglie esponenti dell'industria privata italiana con l'obiettivo di risanare aziende in crisi, ma lascia dopo 18 mesi per divergenze con Enrico Cuccia, numero uno di Mediobanca.

Addio a Pietro Marzotto: aveva 80 anni.

Pietro, che si chiamava così in onore al generale Badoglio suo padrino di battesimo, oltre a diversificare il perimetro dell'azienda di famiglia in tante attività dal lino alla lana, dall'abbigliamento all'arredo casa di Bassetti, è anche il primo che spinge verso una società moderna con i manager al comando e la famiglia un passo indietro.

"Di fatto - si legge di lui su Wikipedia - trasforma il gruppo Marzotto in una multinazionale che copre tutti i segmenti della produzione sino all'alta gamma".

Nel gennaio 2014 si è autosospeso dall'Ordine dei Cavalieri del Lavoro, in segno di protesta per la mancata revoca del cavalierato a Silvio Berlusconi per indegnità dopo la condanna per frode fiscale. Alla fine degli anni ottanta i dipendenti del gruppo sono 11 mila. Ormai da anni però, il contro Pietro Marzotto non era più attivamente coinvolto nella gestione del gruppo di famiglia in quanto dal 2004 ne era uscito con non poche polemiche. Nel 1991 la Marzotto entra nella confezione acquisendo la tedesca Hugo Boss ma nel 1997 non va in porto la fusione con la Hdp di Maurizio Romiti, appena quotata in Borsa.

"Ma non è stato soltanto un grande imprenditore". Dopo la notizia della sua morte non è mancato il messaggio di cordoglio da parte del presidente della Regione del Veneto: "Salutiamo un uomo dal carattere forte e un imprenditore che per decenni è stato interprete di una realtà produttiva ed economica che ha fatto storia nel Veneto e in Italia", ha ricordato. La guidò per quattro anni, dal 1983 al 1987, proseguendo il lavoro di rinnovamento avviato dal suo precedessore, Giancarlo Ferretto, facendole acquisire autorevolezza a livello nazionale, portandola a essere sempre più parte attiva tra le forze sociali della provincia e a crescere nella capacità di essere a servizio delle imprese, in un periodo storico cruciale, che vide le imprese vicentine accrescere sempre più la propria presenza sui mercati mondiali. Sin da giovane, quando decise di entrare in quella fabbrica di cui era proprietaria la sua famiglia, da operaio, da apprendista, quasi a voler toccare con mano le basi sulle quali poggiava uno dei più grandi gruppi tessili italiani.

Non lo sappiamo e non ci va di verificarlo, questa volta, la prima, per MCS e ICS perchè altre cessioni per moneta, tra cui quella stessa delle sue quote nell'azienda a quelli che per lui erano familiari poco rispettosi della sua grandezza, sono state da lui fatte o accettate. Nel settembre 2016 ha infine ceduto l'intera proprietà ai 4 figli: Marina, Umberto e Italia, avuti dalla prima moglie Stefania Searle, e Pier Leone, nato dalla relazione con Titti Ogniben.