Tumori e cronicità, al Sud si muore di più

19 Aprile, 2018, 18:20 | Autore: Minervina Schirripa
  • Meno morti di tumori e malattie croniche, ma non al Sud

A sottolinearlo è il direttore scientifico dell'Osservatorio nazionale sulla salute delle regioni italiane, Alessandro Solipaca, in occasione della presentazione del Rapporto Osservasalute.

Nel sud Italia una persona su cinque dichiara di non aver soldi per pagarsi le cure, quattro volte la percentuale osservata nelle regioni settentrionali. Nel 2015 erano il 33,3%, pari a circa 19 milioni e 600 mila), ma scontano ancora tanti problemi, in primis quelli con la bilancia (nel periodo 2001-2016 è aumentata la percentuale delle persone in sovrappeso, dal 33,9% al 36,2% della popolazione; soprattutto è aumentata la quota degli obesi, dal 8,5% al 10,4%, poi anche il vizio del fumo che almeno dal 2014 resta in Italia praticamente stabile (al 2016 si stima fumi il 19,8% della popolazione over-14 anni).

Se vi ammalate di un male incurabile e vivete al Sud, fatevi il segno della croce perché se è vero che in Italia si muore meno per tumori e malattie croniche, è anche vero che questo accade nelle regioni settentrionali, dove la prevenzione (e la sanità) funziona meglio. Lo ribadisce Osservasalute con il rapporto 2017. Per porre un freno a questo ingiustificabile gap, Ricciardi auspica un intervento rapido che passi dal "riequilibrio del riparto del Fondo Sanitario Nazionale, non basato sui bisogni teorici desumibili solo dalla struttura demografica delle Regioni, ma sui reali bisogni di salute, così come è urgente un recupero di qualità gestionale e operativa del sistema, troppo deficitarie nelle regioni del Mezzogiorno, come ampiamente evidenziato nel nuovo Rapporto Osservasalute".

Tumori e malattie, in Campania la mortalità è più alta. La spesa sanitaria privata si attesta invece a 588 euro. "D'altra parte non va dimenticato che spesso la compartecipazione alla spesa richiesta dal settore pubblico è confrontabile con la tariffa del privato". Calabria (274€), Campania (263€) e Sicilia (245€) chiudono questa graduatoria. Confrontando la situazione italiana con il contesto europeo, l'Italia è 13/ma in termini di quota di spesa out of pocket e 7/ma con la quota più alta di persone che dichiarano di aver rinunciato a una prestazione sanitaria di cui avevano bisogno, quasi il doppio della media dell'UE.

La prevenzione per il benessere e lo stato di salute degli italiani è fondamentale. Eccezione è la Puglia dove, invece, il tasso di mortalità è nella media nazionale. Si conferma dunque il "profondo divario fra Nord e Meridione" e "paradigmatica è la sopravvivenza per tumori: nel Centro-Nord la sopravvivenza è largamente omogenea per tutte le sedi tumorali esaminate, indicando una sostanziale equivalenza non solo dei trattamenti, ma anche delle strategie di diagnosi, mentre al Sud e Isole risulta generalmente inferiore alla media".

Per quanto riguarda i tumori oggetto di programmi di screening, gli effetti dell'introduzione di misure efficaci di prevenzione secondaria sono visibili nelle aree del Paese dove si è iniziato prima e dove la copertura è ottimale.