Osservasalute: dove c'è prevezione diminuiscono le morti per tumore

19 Апреля, 2018, 16:10 | Autore: Minervina Schirripa
  • Depressione

"Il Servizio sanitario nazionale italiano - rileva Walter Ricciardi, presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss) e direttore dell'Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane- deve aumentare gli sforzi per promuovere la prevenzione di primo e secondo livello, perché i dati indicano chiaramente che laddove queste azioni sono state incisive i risultati sono evidenti, come testimonia la diminuzione dell'incidenza di alcuni tumori".

I dati relativi al Meridione, invece, sono di segno opposto.

Per quanto riguarda i tumori oggetto di programmi di screening organizzato, "gli effetti dell'introduzione di misure efficaci di prevenzione secondaria sono visibili nelle aree del Paese dove si è iniziato prima e dove la copertura è ottimale".

Dal rapporto Osservasalute emerge un altro dato significativo: nel sud Italia una persona su cinque dichiara di non avere soldi per pagarsi le cure, quattro volte la percentuale osservata nelle regioni settentrionali.

Il Rapporto evidenzia che la spesa da parte dei cittadini per la salute, negli ultimi anni, è aumentata, mediamente, di circa l'8,3% (2012-2016), ma in maniera disuguale nel Paese. "Paradigmatica delle conseguenze del gradiente Nord-Sud che si abbattono sulla salute degli italiani è la sopravvivenza per tumori che mostra una certa variabilità geografica - evidenzia l'analisi -". L'aumento è stato elevato nelle regioni del Nord, al Centro i valori sono rimasti costanti mentre sono diminuiti nelle regioni meridionali.

Tutte le regioni registrano un tasso medio di crescita che oscilla dallo 0,6% delle Lombardia al 3,7% della Basilicata. Nel decennio 2005-2015 "si è osservato un netto incremento della spesa privata (+23,2%, da 477,3 euro pro capite a 588,1), soprattutto nelle regioni settentrionali". Nel 2015 erano il 33,3%, pari a circa 19 milioni e 600 mila), ma scontano ancora tanti problemi, in primis quelli con la bilancia (nel periodo 2001-2016 è aumentata la percentuale delle persone in sovrappeso - 33,9% contro 36,2%; soprattutto è aumentata la quota degli obesi - 8,5% contro 10,4%, poi anche il vizio del fumo che almeno dal 2014 resta in Italia praticamente stabile (al 2016 si stima fumi il 19,8% della popolazione over-14 anni). Sul fronte della salute "gli italiani sono sempre più anziani e tra questi (in particolare tra gli over-75) aumentano quelli con limitazioni fisiche, che non sono in grado di svolgere da soli attività quotidiane semplici come telefonare o preparare i pasti (+4,6% tra 2015 e 2016 negli over-75)". Ciò, avverte il Rapporto, porrà "seri problemi per l'assistenza". Più in generale, l'indagine segnala come diminuisca il numero degli abitanti in Italia, con oltre 1 italiano su 5 che ha più di 65 anni: attualmente sono 6,6 milioni i 65-74enni (10,9% con un picco del 12,7% in Liguria), 4,8 milioni i 75-84enni, 2 milioni gli over 84 (con le donne che rappresentano la maggioranza, ovvero il 68%).