Ruby bis, pg: "Ragazze ad Arcore? Per il buonumore di Berlusconi"

17 Aprile, 2018, 13:40 | Autore: Alighiero Casassa
  • Ruby, il procuratore dell'appello bis:

E' un passaggio della requisitoria del pg di Milano Daniela Meliota nel nuovo processo d'appello ordinato dalla Cassazione a carico del giornalista e dell'ex consigliera regionale lombarda Nicole Minetti. Il procedimento è nato dalla decisione della Cassazione di rinviare a un nuovo appello per far fronte ad alcune "lacune motivazionali" della sentenza di secondo grado.

La Cassazione, ha ricordato il pg, ha chiesto di approfondire gli elementi probatori relativi alla tentata induzione e al favoreggiamento della prostituzione di 6 ragazze (sulle 33 totali), tra cui anche Ambra Battilana, Chiara Danese, Imane Fadil (testimoni 'chiave' dell'accusa e parti civili) e Roberta Bonasia. Il pg ha cominciato il suo intervento producendo i due decreti che hanno disposto il giudizio per Silvio Berlusconi, assolto in via definitiva nel primo processo Ruby, e per altre ospiti ad Arcore. Sì aggrava dunque la posizione di Emilio Fede e Nicole Minetti nel processo di appello ed il sostituto PG Milano Daniele Amedeo ha chiesto la conferma delle condanne sia per l'ex direttore del TG Emilio Fede, sia per le super consigliera Lombarda Nicole Minetti rispettivamente a 4 anni e 10 mesi ed a 3 anni di reclusione nel processo d'appello bis sul caso Ruby bis, con al centro la causa di favoreggiamento della prostituzione per le serate nella villa di Silvio Berlusconi ad Arcore. L'accusa ha anche chiesto di respingere la questione di illegittimità costituzionale della legge Merlin, sollevata dalle difese sulla scia della decisione della Corte d'Appello di Bari, che ha sospeso il processo escort a Giampaolo Tarantini in attesa della decisione.

"Le ragazze erano aspiranti mantenute, non prostitute ha spiegato il difensore della Minetti, Paolo Righi - avevano interesse a conoscere il premier, anche ad avere una relazione con lui se poteva avere un'utilità per loro, per fare carriera". Secondo Meliota, "il favoreggiamento a carico di Fede, che non aveva alcun scopo filantropico, esplode dalle carte processuali col concorso di Lele Mora, già condannato, che ha più volte dichiarato a verbale che l'unica ragione per cui si prestava a portare le fanciulle a Berlusconi era recuperare del denaro che non si fermava nelle casse della sua società ma finiva come provvigione anche nelle tasche di Fede". Diverso, invece, il ruolo della Minetti che - sempre secondo il pg - aveva il ruolo "fondamentale" di fornire le "abitazioni" di via Olgettina alle ragazze. Per lei ha chiesto di confermare il riconoscimento delle generiche.