Matteo Salvini voterà la fiducia al Governo Casellati

17 Aprile, 2018, 18:13 | Autore: Alighiero Casassa
  • Da sinistra 4 aprile e 18 aprile

Fermi sull'orlo del rispettivo burrone, con un piede sull'acceleratore e l'altro sulla frizione, i due aspettano che qualcuno bussi loro sul vetro spiegando che è venuto il momento di spegnere il motore.

"Se andrà così, lei dovrà farsi allestire in fretta uno studio a Palazzo Giustiniani e preparare un calendario di incontri nel tentativo di avvicinare le posizioni e sbrogliare i nodi di un accordo che fino alla settimana scorsa pareva quasi fatto".

La formazione del Governo 2018 può passare anche da un mandato esplorativo che Maria Elisabetta Casellati non rifiuterebbe. Il nostro Paese è in affanno e quindi ci servono, servono ai cittadini, risposte concrete. Sul tavolo restano le due ipotesi principali: preincarico a Salvini o Di Maio oppure mandato esplorativo a Casellati o Fico.

Non a caso, in una lettera al Corsera, Berlusconi teorizza "non un governo qualsiasi, con una qualsiasi maggioranza parlamentare, ma un governo autorevole", in pratica il governissimo cui sta lavorando Gianni Letta, di nuovo in auge come certi fiumi carsici che sprofondano e poi rieccoli. Altra soluzione cui lavora alacremente Gianni Letta, tornato di prepotenza in auge come certi fiumi carsici che sprofondano e poi invece rieccoli: un esecutivo col baricentro a destra (però guidato non da Salvini) che nei piani berlusconiani avrebbe il sostegno di parte Pd e, se non bastasse, di numerosi grillini. "Sarà tutta una situazione da verificare sul campo". "Il mio auspicio è che in questi giorni, anche di fronte a questi nuovi avvenimenti di carattere internazionale, i partiti si mettano intorno a un tavolo e trovino dei punti di convergenza per arrivare ad un governo".

I vasi di coccio della questione, Berlusconi e il PD, stanno a guardare, il primo avvinto nella sua guerra solitaria per la riabilitazione (e nel suo ruolo sostanziale e politicamente residuale di finanziatore dei propri eletti e notabili), il secondo ormai preda di una inestricabile cupio dissolvi, sempre indeciso fra la "responsabilità nazionale" e l'aventinismo, scelte comunque entrambe equivalenti ad un suicidio politico. Parole dette in contesti diversi e senza l'obiettivo di influenzare i partiti, ovviamente, ma chiaro segno del pensiero generale del presidente, che attende un'assunzione di responsabilità da parte delle forze politiche, tanto più da quelle che si candidano a governare il Paese.