Ilaria Alpi, spuntano nuovi documenti: si valuta la riapertura delle indagini

17 Aprile, 2018, 17:41 | Autore: Alighiero Casassa
  • Ilaria Alpi e Miran Hrovatin

Martedì 17 aprile, dalle 9.30 alle 12.30, i rappresentanti dei giornalisti italiani si ritroveranno davanti al tribunale di Roma, a piazzale Clodio, per chiedere che non vengano archiviate le indagini sull'assassinio della giornalista e dell'operatore del Tg3, uccisi in circostanze ancora da chiarire il 20 marzo 1994 a Mogadiscio, in Somalia. Si tratta di una serie di intercettazioni che risalgono al 2012 tra soggetti somali che in Italia parlavano della morte della Alpi e del cameraman.

Il pm Ceniccola è il magistrato che su delega del procuratore Giuseppe Pignatone assunse la titolarità degli accertamenti dopo che il gip Emanuele Cersosimo, nel dicembre 2007, respinse un'analoga richiesta di archiviazione sul duplice omicidio disponendo ulteriori accertamenti.

Inoltre, non sono state trovate nemmeno le prove dei presunti depistaggi che avevano interessato la gestione in Italia del testimone Ahmed Ali Rage, detto Gelle.

Intanto, all'esterno del tribunale di Roma, si è svolto un sit in a cui hanno aderito Fnsi, Ordine dei Giornalisti, l'Usigrai e i Comitati di redazione della Rai. "Al di la di cosa deciderà oggi il giudice - ha spiegato Vittorio Di Trapani, segretario nazionale dell'Usigrai - noi continueremo a cercare giustizia e verità per Ilaria e Miran". L'uomo aveva inizialmente accusato il miliziano somalo Omar Hashi Hassan, che era stato condannato a 26 anni di reclusione.

Alla luce di questa novità e di altri materiali depositati dagli avvocati della famiglia Alpi, che più volte aveva chiesto la riapertura del caso, il giudice ha aggiornato il procedimento al prossimo 8 giugno.

"Prendo atto che oggi la Procura di Roma ha prodotto una nuova documentazione su questa vicenda. Andiamo avanti insomma, anche se sono stanca", ha commentato la donna.