Vitalizi, l'attacco dell'Inps. Boeri: "Ci costano 150 milioni l'anno"

16 Aprile, 2018, 13:27 | Autore: Alighiero Casassa
  • Boeri: «Da abolizione vitalizi forti risparmi, spero nell'impegno della nuova legislatura»

Che dopo aver chiesto invano, alla passata legislatura, i dati sui contributi effettivamente pagati dai parlamentari, ora attende un passo avanti dal nuovo parlamento, con una lettera già recapitata al presidente della Camera Roberto Fico da cui attende risposta. Auspico che quando si affronterà il tema dei vitalizi si affronti anche quello degli oneri figurativi. "Se un parlamentare era prima un lavoratore dipendente, durante il mandato l'Inps gli deve versare i contributi datoriali: si tratta di circa il 24% della loro retribuzione, che in alcuni casi l'Inps ha versato per 20 o 30 anni". "Di contro, l'abolizione della riforma Fornero avrebbe un costo "difficilmente sostenibile dal sistema previdenziale", portando a "85 miliardi il debito pensionistico" con costi immediati tra gli 11 ed i 15 miliardi". Peggio ancora per la quota 100, soglia minima di età pensionabile ottenuta sommando età anagrafica e anzianità contributiva: 105 miliardi di debito in più.

Roma - "Con un ricalcolo contributivo dei vitalizi che i parlamentari italiani si sono dati si sarebbero avuti risparmi importanti, non solo simbolici, nell'ordine dei 150 milioni l'anno". Il presidente dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale sottolinea come i risparmi possibili siano "non sono pochi soldi: nel giro di una legislatura si sta parlando di qualche decina di milioni di euro" e "i parlamentari sono gli unici a usufruire di questo trattamento di favore". Il capo dell'Inps ha anche detto di ave trovato "scandaloso" che la precedente legislatura, su richiesta dell'ente, "non abbia fornito i dati sui contributi versati dai singoli parlamentari, cariche pubbliche".

"Mi auguro che l'impegno della nuova legislatura sia vero, un primo segnale sarebbe darci queste informazioni per poter fare calcoli trasparenti".

Boeri non è convinto nemmeno dalle proposte prevalenti sul reddito di cittadinanza, come quella del Movimento 5 stelle: questa forma di sostegno "è qualcosa di cui si discute a livello accademico e non esiste in alcuna parte del mondo: si dà un reddito a tutti a prescindere dal proprio patrimonio".