Siria: Macron "ho convinto Trump"

16 Aprile, 2018, 11:07 | Autore: Alighiero Casassa
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In una lunga intervista in esclusiva per il canale BFM tv il presidente francese Emmanuel Macron ha affrontato numerosi argomenti, di politica interna, oltre a rispondere a domande sull'intervento congiunto in Siria. Sanzioni, ha spiegato Haley, che andranno a colpire direttamente le società russe che hanno aiutato il governo siriano a realizzare e a dispiegare armi chimiche, fornendo anche attrezzature, tecnologie ed equipaggiamenti. "Lo abbiamo anche convinto che avevamo bisogno di limitare i raid alle armi chimiche dopo che le cose erano state un po' esagerate con i tweet", ha detto, con un chiaro riferimento al messaggio sul sito di microblogging con cui Trump aveva avvisato la Russia che sarebbero arrivati i missili in Siria.

Il premier ha affermato che 3 siti di produzione e trattamento di armi chimiche, identificati da mesi, sono stati colpiti: "Un sito è stato colpito da noi con gli americani e i britannici, il secondo soltanto dagli americani, il terzo solo dai francesi". Per quanto riguarda i bombardamenti di venerdì notte, il presidente francese ha anche specificato che sono stati una risposta al presunto attacco chimico del 7 aprile a Douma, non una dichiarazione di guerra al regime di Damasco: "Non abbiamo dichiarato guerra al regime di Bashar al-Assad". La presidenza siriana ha postato sul suo profilo Twitter una foto dell'incontro. E, mentre da Mosca continuano ad arrivare dure condanne all'attacco, il presidente della Francia, Emmanuel Macron, rivendica la legittimità dell'azione: "L'operazione in Siria è stata condotta perfettamente". Con un affondo anche sul fronte delle indagini condotte dal procuratore speciale Robert Mueller, quando ha parlato di ostruzione della giustizia da parte di Trump: "Certamente c'è qualche prova", ha affermato.

Intanto il giorno dopo le bombe, gli Stati Uniti, la Francia e la Gran Bretagna rilanciano la diplomazia, presentando ai 12 partner in Consiglio di Sicurezza dell'Onu un nuovo progetto di risoluzione che dovrebbe essere discusso a partire da domani (Corriere della Sera). Lasciamo che siano altri ad occuparsene ora. Il capo del Cremlino, si legge in una nota ufficiale, lo ha affermato nel corso di un colloquio telefonico con il presidente iraniano, Hassan Rohani. Sembra proprio non essere successo tra Francia e Stati Uniti sulla situazione in Siria. "Azioni illegali - è stato dichiarato da entrambi - stanno causando un grave danno al quadro siriano e al suo processo di stabilizzazione" che Mosca, insieme a Teheran e Ankara (che però ha ritenuto 'giusti' i raid sulla Siria) cerca di definire in base agli accordi di Astana.