Mark Zuckerberg pensa a una versione di Facebook a pagamento

16 Aprile, 2018, 04:13 | Autore: Luciano Vano
  • Cambridge Analytica Facebook sospende l'app

Giorni importanti per Facebook.

Scegliendo di rispondere citando "una versione gratuita di Facebook", però, Zuckerberg sembra aver lasciato spazio per un'eventuale idea di un'ulteriore versione a pagamento del social network, che potrebbe, per esempio, non avere annunci pubblicitari oppure consentire di bloccare la raccolta dei dati dal proprio profilo. Che poi è anche un modo per ripercorrere l'intera vicenda. Così Mark Zuckerberg scandisce le sue scuse in apertura dell'audizione alla commissione congiunta Giustizia e Commercio del Senato Usa. QUI l'audizione in diretta. E' a questo punto che Zuckerberg ha fornito maggiori dettagli.

Per Zuckerberg questo periodo non è dei migliori, ma ieri 10 aprile, forse è stato il giorno più difficile. "Ho fondato Facebook e l'ho sviluppato, mi assumo la responsabilità di ciò che sta accadendo". "Per gran parte della nostra esistenza ci siamo concentrati su tutto il bene che le persone in grado di comunicare possono portare".

Sul fronte della sicurezza dei dati personali, dopo aver accertato che i profili di 87 milioni di persone sono stati condivisi in modo improprio con Cambridge Analytica, Zuckerberg ha ricordato il programma "Data Abuse Bounty" che "premierà le persone che conoscono casi in cui un'app della piattaforma raccoglie i dati per venderli, usarli per truffe o per scopi politici". Insomma, riassumerà tutte le misure presa dalla compagnia in materia di privacy dalla rivelazione dello scandalo, in poi. E ci sono stati dei momenti molto interessanti.

Sicuramente avrete saputo dello "scandalo Cambridge Analytica" legato allo sfruttamento non autorizzato dei dati di milioni di utenti iscritti a Facebook. E ha spiegato come Facebook ha intenzione di combattere le fake news con tre azioni già implementate: impedire a chi le diffonde di mettere contenuti a pagamento, costruire un sistema di intelligenza artificiale che riconosca e cancelli gli account, e una maggiore collaborazione con i fact checkers a cui sottoporre contenuti segnalati.