L'annuncio di Zuckerberg: "Facebook cambia, da ora in poi regole più severe"

15 Aprile, 2018, 21:44 | Autore: Luciano Vano

Le ultime notizie 12 aprile 2018 - agg.

A due settimane dalla scoperta dello scandalo Cambridge Analytica, il CEO di Facebook Mark Zuckerberg torna a parlare dell'accaduto, dando i propri numeri che risultano molto più elevati delle prime stime.

Durante l'audizione, una singolare protesta ha avuto luogo davanti alla sede del Congresso americano a Washington: un mare di Mark Zuckerberg, 100 sagome di cartone che raffigurano il fondatore e ceo di Facebook a grandezza naturale, con indosso la consueta t-shirt e la scritta "Ripara Facebook" sono state collocate a Capitol Hill. Come nel caso della versione a pagamento del social network, di fatto mai esplicitamente rivelata ma anche in questo caso dedotta da una particolare risposta di Zuckerberg alla domanda di un senatore. La nostra missione è cercare di aiutare a connettere tutti in tutto il mondo.

Qui è sufficiente inserire nella barra di ricerca i termini Cambridge e Analytica, con il social network che offre un unico risultato. "Ci sarà sempre una versione gratuita", ha assicurato il CEO di Facebook, ma un servizio premium potrebbe attrarre coloro che non vogliono vedere inserzioni promozionali nel loro news feed.

"Senatore, pubblichiamo annunci pubblicitari", ha risposto Zuckerberg.

Se non volete attendere la ricezione di un messaggio specifico da parte del social, potete verificare da soli se la privacy è stata violata semplicemente collegandovi con questo link di una pagina di supporto creata ad hoc.

"Credo che sia inevitabile la necessita' di alcune regole, ma bisogna fare attenzione", ha detto Zuckerberg, rispondendo a domande dei deputati sulla possibilità o meno di elaborare regole che non soffochino le startup.

Di conseguenza, non ci risulta che le tue informazioni di Facebook siano state condivise con Cambridge Analytica tramite "This Is Your Digital Life".

"Invitiamo tutti gli iscritti a Facebook a collegarsi all'apposito link e accertare il proprio coinvolgimento nello scandalo Datagate - afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi - Chiunque risulterà "positivo" alla verifica potrà aderire alla class action promossa dal Codacons e ottenere il risarcimento danni da Facebook per uso illecito dei dati personali".