Facebook presto a pagamento? La frase di Zuckerberg apre i dubbi

14 Aprile, 2018, 18:29 | Autore: Luciano Vano

Se ne parla a Buona la Prima, il programma di InBlu radio in onda alle 18.13, condotto da Federica Margaritora che intervista Paolo Attivissimo, giornalista esperto di informatica. Zuck dice di aver appreso dai giornali, lo scorso marzo, che la distruzione non è di fatto avvenuta. "Dobbiamo sistemare tutto questo". Il CEO di Facebook ha anche ammesso che la sua società è responsabile dei contenuti pubblicati all'interno della piattaforma, affermando, quindi, che il social network è anche una grande media company. Ma questa persona, nella rubrica di un altro, può avere associato a quello stesso numero altri dati, o una foto.

Nel corso dell'audizione Zuckerberg ha inoltre rivelato che anche i suoi stessi dati sono stati trattati in maniera impropria e venduti, rispondendo in maniera affermativa a una domanda della deputata Anna Eshoo. Tutto, naturalmente, per poter calibrare meglio i messaggi pubblicitari che questa persona vedrà nella sua navigazione sul web.

"È chiaro che non abbiamo fatto abbastanza per le fake news, per le interferenze straniere nelle elezioni e i discorsi di incitamento all'odio, così come per la privacy".

Appare però quantomeno risibile l'ipotesi che solo il Cremlino riesca a sfruttare la scarsa protezione della privacy su Facebook.

Devo avere un account Facebook attivo per scoprire se i miei dati personali sono stati raccolti?

Se al Senato Zuckerberg era riuscito ad imbrigliare il Congresso Usa, alla Camera il CEO di Facebook è stato decisamente messo sotto pressione e finito, in un paio di occasioni, anche vicino al "ko" per imbarazzo e incapacità di rispondere alle domande pressanti dei politici americani. Entriamo nella sezione dedicata alle app e disattiviamo (almeno per il momento) l'accesso alle nostre informazioni da terze parti.

"Non vendiamo i dati agli inserzionisti", ha detto Zuckerberg durante l'udienza di martedì. "Nessuno aveva mai costruito una realtà come Facebook, non siamo perfetti, ma è un servizio usato da molti in maniera positiva".

Una notizia accolta favorevolmente dal Codacons, che ha promosso una class action negli Stati Uniti a tutela degli utenti italiani. Per lui, "la nostra posizione non è che la regolamentazione è cattiva".

Impossibile immaginare il costo dell'abbonamento o del canone da pagare, visto che non ci sono precedenti in tal senso.