Siria, scontro tra Stati Uniti e Russia

13 Aprile, 2018, 20:51 | Autore: Sofia Staffieri
  • Il presidente russo Vladimir Putin con Donald Trump

Nonostante le pressioni congiunte di liberal e falchi neocon, di fronte a quello che aveva le sembianze un attacco già pronto Trump ha deciso di tirare il freno a mano: "Non ho mai detto quando si verificherà un attacco alla Siria".

In questa brezza, sembra muoversi anche il ciuffo biondo di The Donald che dal solito account twitter tuona non ho mai detto quando un attacco alla Siria avrebbe avuto luogo. Lo scontro definitivo si è tenuto a livello diplomatico in Consiglio Onu dove i veti incrociati di Usa e Russia hanno di fatto interrotto qualsiasi risoluzione in merito delle Nazioni Uniti per provare a fermare la folle corsa ai raid che si sta preparando nel Medio Oriente. In ogni caso, gli Stati Uniti, sotto la mia amministrazione, hanno fatto un grande lavoro per liberare la regione dall'Isis. "Dov'è il vostro 'Grazie America?" Stando a quanto riportato sulle pagine del Telegraph, la premier britannica Theresa May avrebbe già ordinato di spostare i sottomarini nel raggio d'azione missilistico verso la Siria, per un eventuale attacco "che potrebbe cominciare già giovedì notte". Sono le parole di condanna del Partito Comunista di Marco Rizzo dell'escalation che si sta verificando negli ultimi giorni in Siria. Alla fine di ottobre 2017 la missione Opcw-Jim che ha indagato sulla strage con armi chimiche di Khan Sheikhoun ha stabilito che la responsabilità è del governo siriano: una conclusione che misteriosamente è ignorata da tutti ancora oggi in favore di non meglio specificate teorie alternative.

"Stiamo lavorando con i nostri alleati e partner nel mondo, per raccogliere informazioni e discutere le possibili risposte al più recente attacco con le armi chimiche". Nel suo libro "Fratelli traditi", edito da Cairo, spiega come il sostegno e gli appoggi garantiti ai gruppi jihadisti nella speranza di spazzare via il regime di Bashar al Assad abbiano permesso la nascita dell'Isis e facilitato gli attentati che hanno colpito il cuore dell'Europa. Lo ha detto il capo del centro russo per la riconciliazione della parti in guerra Siria, Yuri Yevtushenko, confermando la conquista della città di Duma che era detenuta dal gruppo Jaysh al - Islam e specificando che Mosca ha inviato la propria polizia militare. Per prudenza 'Easa, l'Agenzia europea di controllo del traffico aereo, ha diffuso un comunicato in cui si legge che "a causa del possibile lancio di attacchi aerei in Siria con missili aria-terra e/o missili cruise nelle prossime 72 ore, oltre alla possibile interruzione delle comunicazioni di navigazione radio, devono essere prese dalle compagnie aeree le dovute cautele nella pianificazione delle operazioni di volo nel Mediterraneo Orientale e area di Nicosia". Un Paese che ha proceduto militarmente contro l'Ucraina, che ha messo le truppe in Moldavia e Georgia contro la loro volontà. Ho la sensazione che lo scenario siriano stia servendo alle potenze internazionali per riposizionarsi sullo scacchiere mondiale: da una parte Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e poi Arabia Saudita e Quatar; dall'altra Russia, Cina e Iran.

Nel frattempo, come già accaduto nel 2011 in Libia, in "Usa style", si bombarderanno "obiettivi militari strategici", centinaia di migliaia di civili periranno, il caos dominerà sovrano ed i post sulle bacheche social di casa nostra inneggeranno senza sosta alla pace.

In Siria si rincorrono le voci di una fuga del governo di Assad.