Fed, oggi atteso rialzo tassi, reazione mercati in mani di Powell

21 Marzo, 2018, 21:25 | Autore: Sofia Staffieri
  • Jerome Powell

Anche a nostro avviso questa è la decisione più probabile, poiché si adatterebbe perfettamente all'espansione economica degli Stati Uniti ed è in linea con gli orientamenti della Fed.

Ci sono altri due elementi di particolare interesse. Questo scenario è fondamentale per il processo decisionale. Il Comitato di politica monetaria della banca centrale Usa, nella prima riunione presieduta da Jerome Powell ha deciso un rialzo di 25 punti del target dei tassi federali, che passano così in un range fra 1,50 e 1,75% "alla luce delle condizioni raggiunte e attese sul mercato del lavoro e sull'inflazione". Per il 2019 e il 2020 è invece prevista un'accelerazione: tre rialzi il prossimo anno invece dei due preventivati. Viene confermata la previsione di 3 rialzi nel 2018 indicata alla fine dell'anno scorso da Janet Yellen, mentre per il 2019 si stimano dai 2 ai 3 rialzi, confermando quindi una crescita più robusta dell'economia americana rispetto allo scorso dicembre, come Powell aveva anticipato a febbraio durante la sua audizione al Congresso. Anche a fronte di tale incertezza, tuttavia, il piano è rimasto chiaro: attuare una serie di aumenti dei tassi graduali, tre come percorso predefinito, con una prudenza che avrebbe permesso una pausa se i dati si fossero indeboliti. Persino Lael Brainard, di solito accomodante, ha pronunciato un discorso di impronta differente intitolato "Destreggiarsi nella politica monetaria quando le difficoltà diventano fattori di slancio".

Dalla crisi finanziaria, gli investitori hanno sezionato le comunicazioni della banca centrale fino al midollo.