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Sarri: "Juve-Napoli non sarà decisiva. Rinnovo?"

20 Marzo, 2018, 01:53 | Autore: Lucilla Lucia
  • Sarri, altro riconoscimento: il tecnico azzurro si aggiudica il Trofeo Maestrelli

"È già emozionante entrare allo stadio e ricevere certi attestati dal pubblico, mi sento già in forte debito e l'unico modo che ho per sdebitarmi è dare tutto fino alla fine". Questo il pensiero dell'allenatore del Napoli Maurizio Sarri a margine della consegna della trentacinquesima edizione del premio Maestrelli. "Se un professionista non si senti più in grado di dare il 100%, a mio parere deve avere il coraggio di fare un passo indietro".

I tifosi? Il rapporto tra il San Paolo e noi è incredibile, con me me in maniera particolare.

Poi Sarri ha raccontato un retroscena su Davide Astori, tragicamente scomparso lo scorso 4 marzo: "Era uno dei nomi che avevo fatto appena sono arrivato a Napoli". I bianconeri? Stiamo parlando di una squadra abituata a sopportare grandi pressioni.

"Le soste sono per noi allenatori, per i giocatori sono momenti di grande stress, giocano in giro per il mondo, oltre allo stress delle partite hanno stress di viaggi massacranti". Scontro diretto? Non so se sarà decisiva, vedremo come ci arriveremo. Un match difficile da sbloccare, per niente scontato contro un Grifone che non è partito sconfitto. Prendere il Palazzo? Mi farebbe piacere prendere l'Italia, ma la Juventus è fortissima e domina da anni. "Hamsik doveva raggiungere la nazionale e penso che dopo una breve visita lo rilascino e rientrerà martedì mattina a Napoli, non sembra un infortunio grandissimo ma nemmeno da due giorni".

"Conosco Leonardo da due anni, ci siamo visti spesso anche a casa mia". Reina? E' un portiere di grande livello ma questo conta fino ad un certo punto: è un ragazzo straordinario, lo sanno i napoletani. Maradona è un idolo assoluto, sarebbe una bestemmia paragonarsi a lui. Un caffè con Allegri? Poi non se ne è fatto nulla a causa di diritti d'immagine e sponsor. Da quel momento, ogni volta che ci siamo affrontati, è venuto a salutarmi negli spogliatoi ed abbiamo parlato 5 minuti. "Lui mi spiegò i motivi per cui non poteva venire, mi ha dato sempre l'impressione di un ragazzo straordinario".