L'ultima eredità di Stephen Hawking: "Ci sono altri universi e potremmo individuarli"

20 Marzo, 2018, 08:21 | Autore: Luciano Vano
  • Stephen Hawking

Continua la serie di omaggi in memoria di Stephen Hawking. È l'esistenza di quest'ultimo che il suo ultimo lavoro - realizzato in collaborazione con il fisico teorico Thomas Hertog, dell'Università di Leuven (Belgio) - intende dimostrare.

A partire dalla prima apparizione nell'episodio della decima stagione nel 1999, Springfield utopia delle utopie, Hawking ha partecipato in forma animata ad altri tre episodi.

Il documento intitolato "A Smooth Exit from Eternal Inflation" contiene, secondo quanto dichiarato dal quotidiano inglese The Sunday Times, le basi teoriche per la dimostrazione matematica della coesistenza di più universi paralleli.

Va detto che si tratta di fisica teorica postulata attraverso complicatissime formule matematiche, una caratteristica tipica delle ricerche di Hawking e di tutti i fisici teorici, e che quindi difficilmente qualcosa del genere potrà essere dimostrata a breve con le tecnologie attuali o con quelle del prossimo futuro.

Il fisico più famoso del mondo lascia come sua eredità i piani necessari all'umanità per scoprire universi paralleli ai nostri.

La maggior parte degli scienziati crede che l'universo sia nato da una singolarità che ha iniziato ad espandersi rapidamente nei primi istanti dopo il Big Bang.

Si è spento mercoledì scorso, sul letto di morte ha lavorato a teorie innovative: praticamente solo il coautore sapeva che erano state completate, e di lui dice che "avrebbe sicuramente vinto il Premio Nobel". Il premio, infatti, non può essere assegnato retroattivamente. "Questo era Stephen: spingersi audacemente dove Star Trek non osa", ha commentato il collega Hertog. La teoria dello stato senza confini descrive come l'universo si sia espanso da uno stato iniziale con una elevata densità ed energia. La conclusione non è però mai stata testabile matematicamente. Ora è Hertog a parlarne, il collega che ha ricevuto il via libera alla futura pubblicazione da Stephen proprio a inizio marzo, due settimane prima della sua morte: "Il nostro obiettivo era quello di trasformare l'idea del multi-universo in un quadro che fosse accertabile scientificamente". Esso è infatti destinato a "spegnersi" nell'oscurità quando tutte le sue stelle avranno esaurito la loro energia a disposizione. Quest'ultima teoria, del resto, è controversa e non viene peraltro accettata da altri cosmologi.