Transgender nata uomo allatta una bambina. Primo caso al mondo

15 Febbraio, 2018, 21:25 | Autore: Minervina Schirripa
  • Usa, transgender allatta figlio: primo caso al mondo

Una transgender americana, in terapia femminilizzante da diversi anni, è riuscita ad allattare il figlio avuto dalla compagna grazie ad una specifica cura ormonale: è il primo caso di questo tipo registrato nella letteratura scientifica.

Già anni prima era stata sottoposta per sei anni a trattamenti ormonali femminilizzanti, che le avevano permesso di sviluppare i seni, pur non avendo subito alcun intervento chirurgico di mastoplastica. Il caso appare sulla rivista 'Transgender Health'. La trans dello studio, una trentenne, si è presentata al Center for Transgender Medicine and Surgery del Mount Sinai Hospital di New York affermando che la compagna che aveva avuto un bambino non lo avrebbe allattato e che quindi avrebbe voluto sostituirla. Il regime ormonale, insieme alla stimolazione con un tiralatte, ha fatto sì che dopo tre mesi la paziente producesse circa 227 grammi di latte al giorno, un quantitativo sufficiente a nutrire il bambino in via esclusiva per le prime sei settimane di vita, e con delle aggiunte per i primi sei mesi. Nel giro di un mese la paziente ha prodotto le prime goccioline di latte.

E' probabilmente il primo caso al mondo, e di sicuro il primo documentato scientificamente.

Joshua Safer del Boston Medical Center, che non ha partecipato all'esperimento, spiega però al 'New Scientist' che per uno specialista questo non è poi tanto sorprendente: "Quando tratto le donne transgender, noto sempre un buono sviluppo del seno". Periodo durante il quale, precisano gli autori, la crescita del piccolo è stata regolare. La vicenda è opposta a quella di Trevor McDonald, salito alla ribalta delle cronache nel 2016, un trans che si stava sottoponendo a terapia mascolinizzante ma che ebbe comunque due figli regolarmente allattati. Gli autori dello studio in un'intervista al Washington Post hanno dichiarato: "Noi vogliamo offrire ai nostri pazienti tutte le opzioni possibili e questo caso è un passo in avanti".