Traffico rifiuti pericolosi con l'Africa. Nel mirino anche Porto Salerno

15 Febbraio, 2018, 07:03 | Autore: Alighiero Casassa
  • Traffico di rifiuti tra Italia, Egitto, Iran e Libia: 3 arresti

"Il traffico illegale di rifiuti - dichiarano Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente, e Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia - rimane uno dei settori preferiti della criminalità ambientale che guarda sempre di più oltre il confine italiano, come dimostra l'operazione 'Cannibal Cars', condotta dai Carabinieri forestali del Gruppo di Bari a seguito di un'inchiesta sul traffico transfrontaliero di rifiuti pericolosi tra Italia, Egitto, Iran e Libia".

Inoltre è stato disposto il sequestro di quattro aziende a Palo del Colle, Ruvo di Puglia e Andria oltre a diverse decine di mezzi pesanti e, per equivalente, di beni per un totale di oltre un milione e settecentomila euro.

In una nota Legambiente ricorda che contro le attività organizzate per il traffico illecito dei rifiuti, dal 2002 al giugno 2017, in Puglia, ci sono state 60 inchieste, circa il 17,3% di quelle compiute su tutto il territorio nazionale.

Risparmiando, in questo modo, milioni di euro di spese di smaltimento dei rifiuti. I rifiuti erano prevalentemente destinati in Iran, Libia, Egitto, Giordania, Afghanistan, Togo, Somalia, Iraq, Nigeria e atri Paese di Africa e Asia.

Numerose le fatture sequestrate corredate da Dichiarazione nelle quali si attestava falsamente l'avvenuta "messa in sicurezza e bonifica mediante le operazioni di aspirazione degli olii e liquidi ivi contenuti e mediante smontaggio dei relativi filtri" ad opera di Ditte specializzate; sequestrate inoltre false documentazioni utilizzate per presentare come parti di ricambio i rifiuti esportati. Nel corso del 2016 i reati contestati nella gestione dei rifiuti sono stati 5.722 con una crescita di quasi il 12%, le persone denunciate (+18,55), quasi 16 al giorno, gli arresti 118 (+40%) e i sequestri 2202. "Un'indagine complessa", a dirlo in conferenza stampa il Procuratore Giuseppe Volpe, durata due anni e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari.

L'indagine è stata condotta dai Carabinieri Forestali del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale del Gruppo di Bari con la collaborazione dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli-Direzione Centrale Antifrode e Controlli, che ha permesso agli investigatori di localizzare e bloccare i traffici in esportazione.