Il mais OGM non è rischioso per la salute né per l'ambiente

15 Febbraio, 2018, 18:46 | Autore: Alighiero Casassa
  • Mais ogm la ricerca “Nessun rischio per la salute umana”

"Per la prima volta - sottolineano gli esperti - lo studio dimostra, dati statistici e matematici alla mano, che il mais transgenico non comporta rischi per la salute umana, animale e ambientale". Ebbene, il responso è che non c'è nessuna evidenza che conduca a ritenere il mais Ogm pericoloso per la salute umana. Arrivano adesso i risultati del più completo studio sull'argomento di sempre, dati relativi a 21 anni di coltivazioni, pubblicato dalla rivista Scientific Reports e coordinato dall'Italia, con l'Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant'Anna e dell'Università di Pisa. "Questa analisi fornisce una sintesi efficace su un problema specifico molto discusso pubblicamente", ha rilevato la coordinatrice della ricerca, Laura Ercoli, docente di Agronomia e Coltivazioni Erbacee all'Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant'Anna.

"Lo studio raccoglie i risultati di ricerche condotte in pieno campo negli Stati Uniti, in Europa, Sud America, Asia, Africa e Australia, e paragona le varietà transgeniche con le parentali non transgeniche - sottolineano gli autori - Elisa Pellegrino, Stefano Bedini, Marco Nuti, Laura Ercoli-". Tutti gli autori rilevano che "lo studio ha riguardato esclusivamente l'elaborazione rigorosa dei dati scientifici e non l'interpretazione 'politica' dei medesimi" e ritengono che i dati appena pubblicati permettono di "trarre conclusioni univoche, aiutando ad aumentare la fiducia del pubblico nei confronti del cibo prodotto con piante geneticamente modificate".

La coltivazione di mais transgenico presenta produzioni superiori, contribuisce a ridurre la presenza di insetti dannosi e contiene percentuali inferiori di sostanze tossiche che contaminano gli alimenti e i mangimi animali. Lo studio della Scuola Superiore Sant'Anna e dell'Università di Pisa dimostra che, dopo ventuno anni di coltivazione del mais transgenico in tutto il mondo, non esiste alcuna "evidenza significativa" di rischi alla saluta umana, animale o ambientale.

Ad ogni modo, il 69% degli italiani considera gli alimenti geneticamente modificati meno salutari di quelli tradizionali (sono dati Coldiretti, non proprio nota per la precisione dei sondaggi).

"Per l'Italia gli organismi geneticamente modificati in agricoltura non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico del Made in Italy" conclude il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. O quanto meno associano il consumo di Ogm a un rischio per la salute o per l'ambiente.

"Dovrò fare una causa allo Stato italiano, perché attenta alla mia salute impedendomi di seminare un prodotto sano che non ha bisogno di trattamenti fitosanitari e insetticidi". Lo dimostra il fatto che sono rimasti solo due Paesi, Spagna e Portogallo, a seminare ogm nel Vecchio Continente, dove si registra un ulteriore calo del 4,3% in un anno della superficie coltivata, secondo l'analisi Infogm.

MON810, l'unico coltivato. Anche Repubblica Ceca e Slovacchia - continua Coldiretti - hanno infatti abbandonato la coltivazione e si sono aggiunte alla lunga lista di Paesi "Ogm free" dell'Unione Europea. Da molti anni, l'imprenditore agricolo ha ingaggiato una vera e propria battaglia con le istituzioni procedendo anche a semine che gli sono costate svariate azioni giudiziarie. Nel 2017 gli ettari a transgenico sono 130.571 rispetto ai 136.338 dell'anno precedente.