False fatture per oltre 2,5 milioni di euro: arrestato dalla Finanza

15 Febbraio, 2018, 04:21 | Autore: Alighiero Casassa
  • False fatture per 500 mila euro, Gdf sequestra 230 mila euro

L'operazione, definita "Super Job", è stata coordinata dai pm Luigia Spinelli e Giuseppe Bontempo. Gli arrestati sono accusati di associazione a delinquere finalizzata a commettere reati tributari e contro la pubblica amministrazione.

Oltre all'imprenditore a finire in carcere tre commercialisti e tre consulenti del lavoro che operano tra Aprilia e Cisterna di Latina, un ispettore della Guardia di Finanza di Aprilia e un funzionario dell'agenzia delle entrate.

Nel complesso, sono stati quindi scoperti costi fittizi per 72,2 milioni di euro relativi a spese di carburante e una complessiva imposta evasa, ai fini IVA ed imposte sui redditi, pari a 32,3 milioni di euro, oggetto del provvedimento di sequestro dell'autorità giudiziaria, eseguito sia a carico delle 91 società di autotrasporto coinvolte, sia del professionista Ruggiero Massimo Curci.

In sostanza le cooperative di facchinaggio nate ad Aprilia - come ha spiegato il comandante provinciale della Finanza, colonnello Michele Bosco- fornivano false fatture alla società lombarda consentendogli di generare crediti Iva non dovuti per milioni di euro. In questo modo l'impresa della provincia di Pavia è riuscita a portare in compensazione imposte e contributi con finti crediti Iva per circa 7 milioni di euro, con una evasione fiscale di circa 20 milioni.

La verifica fiscale disposta dalla Procura ha permesso di chiarire, tra l'altro, come le ditte individuali che emettevano le false fatture erano riconducibili a soggetti che, seppur formalmente operanti in Veneto, di fatto erano privi di sede aziendale e/o di documenti contabili e fiscali. Tali costi venivano poi equilibrati dai ricavi derivanti dall'emissione di fatture false di prestazione di manodopera. Sotto la lente delle Fiamme Gialle sono finite le attività di tre commercialisti che utilizzavano i propri contatti personali presso gli uffici pubblici, per agevolare i loro rispettivi clienti.

L'organizzazione criminale si avvaleva anche di un pubblico ufficiale corrotto, in servizio presso la tenenza della Finanza di Aprilia, il quale, dietro vantaggi economici, rivelava agli indagati informazioni sull'indagine.