Piattaforma Saipem bloccata dalla Turchia, Erdogan prende a pesci in faccia l'Italia

14 Febbraio, 2018, 16:39 | Autore: Alighiero Casassa
  • Una piattaforma Eni

L'unica data che circola, diffusa dal governo cipriota, è quella del 22 febbraio, quando scadrà una precedente notifica di attività militari turche nell'area, che Nicosia considera comunque illegali. In violazione della legalità internazionale: il giacimento di Calipso ricade nella Zona economica esclusiva (Zee) della Repubblica greco-cipriota parte dell'Ue e riconosciuta dall'Onu.

Nella giornata di martedì, peraltro, il presidente Erdogan ha lanciato un messaggio forte e chiaro a tutte le compagnie straniere operanti nelle acque di Cipro, invitandole a "non superare i limiti" e a non "lasciarsi strumentalizzare per un lavoro che eccede le loro forze".

Attorno all'isola di Cipro sono stati scoperti nel tempo una decina di siti ricchi di gas e molti di questi sono stati affidati alla nostra ENI, evidentemente in grado di far bene quel mestiere di trivellazione con le storiche piattaforme off-shore: alla base della disputa turco-cipriota che coinvolge la Grecia, l'Egitto e perfino Israele, c'è ovviamente un grande business. Anche il ministro degli Esteri Angelino Alfano, a Kuwait city per partecipare alla riunione ministeriale della coalizione internazionale anti-Daesh, potrebbe incontrare oggi uno dei presenti alla riunione, il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, con il quale è possibile che affronti la questione della nave Saipem 12000.

A quasi una settimana dall'intercettazione operata dalla marina turca, in ogni caso, una soluzione definitiva sembra ancora lontana. Lo ha annunciato il portavoce della Commissione Ue Margaritis Schinas.

Nelle scorse ore, peraltro, la tensione si è estesa anche più a nord, nel mar Egeo, dove due motovedette appartenenti alle guardie costiere di Grecia e Turchia si sono scontrate nei dintorni di Kardak, un isolotto di 40 ettari rivendicato da entrambe le nazioni.

Secondo Christodoulides, la marina turca sta impedendo anche ad altre imbarcazioni di avvicinarsi all'area, citando manovre militari. Il gasdotto - la cui costruzione dovrebbe iniziare nel 2021 - si pone l'obiettivo di connettere i giacimenti israeliani e ciprioti alla Grecia e all'Italia, creando un ponte di collegamento tra il Mediterraneo orientale e l'intera rete energetica Europa.

Ma intanto, la Turchia continua a mostrare i muscoli. Proprio durante la recente visita del presidente turco Recep Tayyp Erdogan nel nostro paese e gli incontri con il presidente Sergio Mattarella e il premier Paolo Gentiloni, il leader turco aveva espresso preoccupazioni per le iniziative di Eni nella zona, bollando le attività di esplorazione come "una minaccia contro Cipro nord e la Turchia".

La Turchia, infatti, ha paura di perdere il suo ruolo nel Mediterraneo come crocevia importante per i flussi di gas.