Fatturazione a 28 giorni: dal TAR arriva lo stop ai rimborsi

14 Febbraio, 2018, 16:22 | Autore: Sofia Staffieri
  • Tar legittime le decisioni dell'Authority contro le bollette telefoniche a 28 giorni

La fatturazione a mese anziché a 28 giorni è stata poi successivamente introdotta da una legge dello Stato (la n. 172/2017) ed estesa anche ai contrati di telefonia mobile, con un nuovo termine di adeguamento concesso agli operatori fino all'aprile del 2018, prevedendo inoltre sanzioni pecuniarie per gli operatori che non ottemperino a tale obbligo legittimamente previsto dall'AGCOM nella delibera impugnata e ribadito ora dalla legge. Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb (le compagnie colpire dal provvedimento Agcom) hanno però continuato ad andare avanti come se nulla fosse in attesa del responso del Tar. I clienti avrebbero dovuto essere indennizzati nella prima bolletta corretta nella prima fattura che risusciterà la cadenza mensile e la restituzione doveva essere commisurata le giornate che i clienti hanno pagato in più per colpa della fatturazione ogni 28 giorni da una data precisa, ovvero il 23 giugno del 2017.

Il Tar ha sospeso in via cautelare l'erogazione dei rimborsi in quanto gli operatori dovrebbero affrontare degli esborsi milionari per restituire quanto effettivamente spetterebbe agli utenti. Oltre alla multa (1,16 milioni a testa) quelle delibere contenevano un meccanismo "ripristinatorio": lo storno dalla prima "bolletta" emessa con cadenza mensile di quanto pagato in più dagli utenti per i giorni "erosi" a partire dal 23 giugno.

Con i ricorsi proposti, le società telefoniche chiedevano l'annullamento della delibera dell'Agcom del 24 marzo 2017 recante modifiche alla delibera contenente "Misure a tutela degli utenti per favorire la trasparenza e la comparazione delle condizioni economiche dell'offerta dei servizi di comunicazione elettronica", nonché tutti gli atti precedenti sul tema. "Ora che viene confermata la bontà delle delibera dell'Autorità delle comunicazioni del 15 marzo, non ci sono più scusanti per le compagnie telefoniche ed i consumatori vanno immediatamente risarciti con le modalità già fissate dall'Authority nelle delibere del 19 dicembre". I prezzi, liberi per definizione, diventerebbero infatti tariffe decise dall'Autorità.

Il TAR del Lazio alla fine ha dato ragione all'AGCOM sulla legittimità di imporre il ritorno alla fatturazione mensile e respinto le richieste di Tim, Vodafone, Wind Tre, Fastweb, Eolo e Assotelecomunicazioni.