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Diritti tv Serie A 2018-2021, Pugnalin: "Mediapro tratterà con Sky"

14 Febbraio, 2018, 17:30 | Autore: Lucilla Lucia
  • Diritti Tivu, Sky pronta a trattare con MediaPro ma pensa al piano B

Mediapro ha da poco ottenuto i diritti tv della Serie A, con il ricorso di Sky ancora pendente e un futuro tutto da decifrare. Ma tutto ciò ha sempre dei limiti oltre ai quali è difficile andare. Siamo contenti nel vedere che un altro investitore estero punti sul mercato italiano. Dopo infatti l'apertura delle buste e l'accoglimento della proposta di Mediapro, l'emittente di Murdoch ha diffidato la Lega dall'assegnazione, riservandosi però poi l'acquisto del pacchetto dagli spagnoli. Mediapro potrebbe soddisfare le esigenze delle squadre di calcio italiano, della Lega e forse anche quelle dei nostri abbonati.

"La nostra azienda opera comprando diritti".

Dal valore complessivo dei diritti tv annuali vanno tolti alcuni elementi: basandosi sulla stima effettuata dalla Gazzetta dello Sport per la stagione 2015/16, Calcio & Finanza ha tolto dal totale circa 50 milioni di commissione per Infront, successivamente il 10% per la mutualità, poi 60 milioni per il paracadute e circa 20 milioni tra premi per la Coppa Italia e altri versamenti per la Serie B: "Il totale si aggirerebbe, quindi, sull'1,2 miliardi di euro, contro i circa 924 milioni di euro attuali: un aumento, quindi, pari a circa 300 milioni di euro annui". Riccardo Pugnalin, vice presidente esecutivo di Sky, nel corso di un'intervista a La Repubblica torna sull'assegnazione dei diritti tv della Serie A 2018-2021 a Mediapro e sulla diffida di Sky nei confronti del gruppo spagnolo. Ma secondo Sky c'è un rischio: "Speriamo che il loro progetto non porti a un prezzo del calcio più caro per i tifosi". "Mediapro è un broker di diritti. Abbassare i prezzi? Se Mediapro investirà oltre un miliardo di euro, più di quanto da noi offerto, come potranno costare di meno gli abbonamenti alle partite?", ha concluso.

In molti, però, parlano di un allargamento del mercato, con nuovi player come telefoniche e Ott, Amazon per esempio, che favorirebbe così l'abbassamento del costo per l'utente finale: "Ben vengano i nuovi operatori - continua Pugnalin -, anche se finora non si sono visti, li abbiamo sempre sentiti evocare, ma non si sono mai palesati". Una grande azienda deve sempre avere un piano B. Ma assicuro che, se le regole sanno uguali per tutti, questo non servirà.

"Dopo mesi di trattative non sono mancate le espressioni pittoresche - ha affermato l'executive vice-president di Sky -, ma bisogna rendersi conto che certi discorsi sono poco aderenti alla realtà dei fatti".

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