Corea, Kim Jong-un invita il presidente del Sud a Pyongyang

12 Febbraio, 2018, 07:35 | Autore: Alighiero Casassa
  • PyeongChang 2018: Nord Corea rappresentata dalla sorella di Kim Jong-un

Durante la cerimonia di apertura dei Giochi Olimipici, la sorella minore di Kim Jong-un è stata saluta con una stretta di mano dal presidente sudcoreano Moon Jae-in che, da quando si è insediato nella Casa Blu, ha sempre lavorato per attivare un dialogo tra i due paesi, nonostante le minacce nucleari operate dallo stesso leader nordcoreano. Lo ha annunciato Seul.

Prima di consegnare l'invito scritto a mano per il presidente sudcoreano, Kim Yo jong aveva espresso il suo auspicio per un miglioramento delle relazioni tra le due Coree nel registro degli ospiti del Palazzo presidenziale di Seul. In fase di consegna della lettera, "che esprimeva l'auspicio di migliorare i rapporti Nord-Sud, l'inviata speciale Kim Yo-jong ha riferito il messaggio orale del presidente Kim Jong-un (in base alla carica a capo della commissione Affari di Stato, ndr), di invito al Nord nella data a lui più conveniente, aggiungendo che lui desidera di vederlo il più presto possibile", ha riferito il portavoce di Moon, Kim Eui-kyeom. Dopo mesi di silenzio sulla sua partecipazione ai Giochi Olimpici di Pyeongchang, la Corea del Nord è in 'fibrillazione' e ha inviato in Corea del Sud atleti, artisti, cheerleader e una delegazione di alto livello. La donna più attesa alle Olimpiadi Invernali 2018 a PyeongChang, in Corea del Sud, è la sorella del dittatore della Repubblica Popolare Democratica di Corea, ovvero la Corea del Nord. Ha chiesto di creare "le giuste condizioni" per tale visita, invitando il Nord a perseguire piu' attivamente il dialogo con Washington, ha affermato. "Queste sono davvero le 'Olimpiadi della pace'".

E le due Coree si uniscono anche grazie al taekwondo. Lo sottolinea il Rodong Sinmun, l'organo ufficiale del partito dei lavoratori di Pyongyang. Con Moon anche Kim Yong-nam, capo dello Stato de facto e della delegazione del Nord, per sostenere la squadra unificata di hockey femminile.