M5S, dopo Cecconi lascia anche Martelli

09 Febbraio, 2018, 02:06 | Autore: Sofia Staffieri
  • Armando Dadi  AGF

Sul Blog a 5 stelle si legge che "a seguito di alcune segnalazioni sulle rendicontazioni dei portavoce del Movimento 5 Stelle è emerso che Andrea Cecconi e Carlo Martelli non erano in regola con le restituzioni". "Voglio solo precisare - si legge ancora nel suo post - che non c'è nessuna legge che ci obbliga a dimezzarci lo stipendio, quindi tutto quello che facciamo è su base volontaria". "I probiviri decideranno sul procedimento disciplinare nei miei confronti e sulla sanzione da comminare", ha scritto Cecconi su Facebook.

È giallo sulla "scomparsa" di due deputati grillini che figurano anche tra le fila dei candidati alle prossime elezioni del 4 marzo 2018. Martelli fa sapere comunque che continuerà a fare campagna elettorale per il M5s. Martelli promette: "continuerò a sostenere il MoVimento e i candidati del mio collegio". Lo sento come un dovere nei confronti di chi mi ha dato fiducia alle parlamentarie. Lui si è dimesso da assessore perché sa quanto sia inopportuno mantenere quel ruolo in quella situazione, esca anche dalla lista: dichiari di rinunciare alla sua elezione! La mia, seppur piccola, è una mancanza e voglio dare l'esempio a tutti i candidati, non solo del MoVimento, ma anche dei partiti. E ce ne sarebbero decine di assoluti impresentabili nelle liste del Pd e del centrodestra. A me invece non interessa tanto. Ps: "ovviamente ho già rinunciato al vitalizio e rinuncio all'assegno di fine mandato".

Anche Martelli annuncia la sua rinuncia attraverso un post su Facebook sottolineando di aver effettuato il versamento al Fondo per il microcredito la scorsa settimana. "Ho rinunciato a 75.000 euro di rimborsi e restituito quasi 120.000 euro in questi anni, e questo nessuno può togliermelo, so però di aver fatto una mancanza nei confronti degli iscritti del MoVimento 5 Stelle, anche se la mia coscienza è pulitissima perché ho restituito fino all'ultimo centesimo come promesso". Verosimilmente Martelli sarà eletto, essendo capolista nel listino proporzionale al Senato; tornerà dunque a Palazzo Madama e poi che succederà se i probiviri decideranno di archiviare la vicenda con una pacca sulla spalla?

Non è chiaro se ci siano o meno continui vertici per discutere della questione e su come uscirne, e soprattutto se prediligere una soluzione più dura o una fuoriuscita concordata dei due dal gruppo, ma il Movimento ha smentito ogni possibile voce di esistenza di un problema di scontrini.