Trump apre la guerra dei dazi: nel mirino lavatrici e pannelli solari

23 Gennaio, 2018, 14:53 | Autore: Sofia Staffieri
  • Songxi Fujian Cina

Ieri notte l'amministrazione ha fatto scattare un drastico giro di vite soprattutto contro Pechino e Seul, penalizzando l'import di lavatrici e di pannelli solari, imponendo dazi del 30% sulle importazioni di pannelli solari negli Stati Uniti. Quest'anno le imposte doganali saliranno del 50% sulle importazioni delle lavatrici e poi nei prossimi anni diminuiranno. "L'azione del presidente chiarisce ancora una volta l'intenzione dell'amministrazione di difendere i lavoratori americani" afferma il Dipartimento del commercio. I dazi - che dureranno 4 anni e nei prossimi anni scenderanno progressivamente - dovrebbero permettere ad aziende statunitensi come la Suniva e la SolarWorld Usa di vendere i propri pannelli solari, risollevandosi dalla bancarotta in cui erano finite.

Che Trump sia un negazionista degli effetti collaterali del surriscaldamento della terra e dell'inquinamento atmosferico, nonostante le catastrofi che hanno colpita alcuni stati americani, è fuor di dubbio.

Se i prodotti americani sostituiranno questi prodotti cinesi riducendo il prezzo allora nessuno avrà da ridire nulla, ma se invece i prezzi saranno gli stessi e si alzeranno solo quelli dei prodotti importati, allora si é sottovalutato l'effetto domino sull'economia più semplice, quella di tutti i giorni, per la maggior parte degli americani. La decisione, ha detto Lighthizer, è stata presa dopo un periodo di analisi indipendente guidata dalla International Trade Commission degli Stati Uniti.

Forse quello che non si é considerato é che molte persone vivono sui prodotti importati dalla Cina e dalla Corea del Sud.

La nuova frontiera di Donald Trump sono lavatrici e pannelli solari: il presidente Usa ha imposto dazi del 30 per cento sull'importazione, causando la reazione di Pechino, dei colossi Samsung e Lg e inducendo la Corea del Sud - patria dei più importanti produttori del settore - ad annunciare un ricorso all'Organizzazione Mondiale del Commercio. Wang Hejun, a capo dell'Ufficio indagini commerciali del ministero del Commercio cinese, ha espresso "forte disappunto" contro la decisione USA definendola- "un abuso dei rimedi commerciali". Entrambe hanno annunciato che si rivolgeranno al Wto per ottenere l'eliminazione di questi dazi che sarebbero immotivati.