Lazio, tra Zingaretti e Sinistra matrimonio difficile

14 Gennaio, 2018, 01:26 | Autore: Alighiero Casassa
  • Pietro Grasso

A 24 ore dalle assemblee regionali di Liberi e Uguali che discuteranno il nodo alleanze sulle regionali, si conferma lo scenario di un accordo a metà con il Pd: sì al sostegno a Nicola Zingaretti nel Lazio, no a Giorgio Gori in Lombardia. "Visiteremo l'Ospedale "San Camillo de Lellis", incontreremo decine e decine di realtà produttive e, ovviamente, saremo anche nelle aree colpite dal terremoto, dove più avanti faremo ulteriori visite per seguire da vicino le fasi della ricostruzione dopo i tragici eventi sismici del 2016 e del 2017".

Pippo Civati sostiene poi che il sì a Zingaretti con in contemporanea il no a Gori sarebbe la scelta peggiore.

In casa centrodestra, intanto, è ancora stallo sulla scelta del candidato, anche perché Sergio Pirozzi sembra irremovibile: "Se Berlusconi mi chiedesse di non candidarmi gli direi in faccia che non rinuncio" ha ribadito oggi il primo cittadino di Amatrice, da mesi in campo con una civica. Questa è la fotografia scattata negli ultimi giorni del 2017: le interviste infatti sono state realizzate tra il 29 e il 31 dicembre con tecnica Cawi, su un campione di 600 persone ritenuto rappresentativo della popolazione maggiorenne del Lazio.

Questioni che cominceranno ad essere affrontate all'inizio della settimana prossima, quando Grasso e Zingaretti, come convenuto stamani, avranno già sciolto la riserva e annunciato ufficialmente l'accordo. Zingaretti deve sapere che, anche se siamo a ridosso di una campagna elettorale, i cittadini ciociari non sono così sprovveduti da continuare a credere ai soliti annunci. Il centrodestra ad oggi conta su due candidati, Gasparri e Pirozzi. Oltre ad evocare il pericolo destre: "Non possiamo fare un favore a Gasparri, o chi per lui".

Da rilevare che, per evitare danni di immagine al Movimento, la sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha chiesto il rito abbreviato per la vicenda giudiziaria che la vede accusata di falso documentale per la promozione di Renato Marra, fratello del più noto Raffaele, il funzionario comunale suo ex braccio destro.