Usa auto blu per famiglia, consigliera M5S si autosospende

12 Gennaio, 2018, 21:30 | Autore: Adone Liotta
  • Lampeggiante e paletta per le auto blu di Bonaccini

È Bufera sulla consigliera comunale ai servizi sociali del comune di Torino, Deborah Montalbano, dopo essere stata sorpresa a usare l'auto di servizio dell'amministrazione comunale con autista per andare a prendere la figlia a scuola. Il servizio si concludeva alle 16.45. Questa mattina 12 gennaio, era infatti in piazza Castello per presenziare alla consegna simbolica dell'assegno di oltre 100mila euro che il gruppo consiliare pentastellato ha destinato al Corpo Volontari Antincendi Boschivi del Piemonte.

Montalbano spiega come sono andati i fatti, ma non vuole sentir parlare di difesa o giustificazioni. Si, sempre. Le motivazioni dell'utilizzo eccezionale sono già state spiegate. "Per il ruolo che ricopro, per l'impegno che mi sono presa con gli elettori del Movimento 5 Stelle mi sento in dovere - sottolinea - di prendermi la responsabilità dell'accaduto e, quindi, di rassegnare le dimissioni da presidente della IV commissione".

Ci sono però due ordini di problemi da considerare prima di procedere al verdetto. Per quando riguarda il suo futuro, ha aggiunto: "Rimetto ogni decisione definitiva nelle mani del Movimento 5 stelle, consapevole di voler continuare a svolgere il mio ruolo di consigliera in questa città e per questa Città al fianco delle persone in difficoltà e per dare sempre una voce agli ultimi, coloro che spesso vivono difficoltà senza avere gli strumenti adatti per poterle affrontare". "Ti auguro buona giornata", ha scritto un amico social della consigliera Renato Miritello.

Ora scoppia un altro caso: l'uso per questioni private dell'auto di servizio del Comune: una macchia, per una Cinque Stelle doc. Insomma, si può chiudere un occhio sugli affitti della casa popolare non pagati prima di diventare consigliera comunale (per quanto la pratica di saltare le rate sia continuata anche nei primi mesi di mandato), ma è difficile che i colleghi di partito e gli attivisti possano perdonare a Montalbano un viaggio senza un valido motivosu un'auto pagata dai cittadini. E sul piano politico aggiunge: "Vogliono cacciarmi, mi caccino". Ora non si aspetti la solidarietà dei suoi colleghi di consiglio. A quanto pare, la consigliera torinese avrebbe utilizzato l'auto di servizio per andare a prendere la figlia.