La recensione: Benedetta follia

12 Gennaio, 2018, 12:20 | Autore: Adone Liotta
  • Con Verdone una sana follia

Da quel giorno niente sarà più come prima: Luna lo iscrive a "Lovit", la app più hot del momento, e Guglielmo scoprirà il sorprendente mondo degli appuntamenti al buio e gli esilaranti tentativi di donne disposte a tutto pur di trovare l'anima gemella. Per farli però ci vuole tempo, studio.

L'unico appunto che si può fare a Benedetta follia è di voler citare, forse troppo, la precedente filmografia di Verdone, ma tutto sommato il gioco delle citazioni non infastidisce più di tanto, considerando l'amore del pubblico nei confronti di Verdone e dei suoi film. Gli affari vanno a vele spiegate ma non si può vivere di solo lavoro, nessun conto in banca abbastanza corposo riesce a farci sentire meno soli. "Riprendiamoci i rapporti tra uomo e donna e i giochi di seduzione che non hanno tempo".

Donne, social e risate: è il nuovo film dell'attore e regista romano, in uscita nelle migliori sale cinematografiche italiane giovedì 11 gennaio, al centro della programmazione della sala di via Calatafimi per questa settimana. I due sceneggiatori hanno spinto lo stesso Verdone a esplorare territori mai affrontati prima, alquanto inediti, lontani dal suo iper realismo. Così Carlo Verdone, al Museo del Cinema di Torino, per presentare il suo ultimo film 'Benedetta follia', sul tema del forte calo di pubblico registrato nel 2017 nelle sale. A guardare questi elementi, e a sentire il classico detto dei "poli opposti che si attraggono", gli intrecci del film sembrerebbero fin troppo scontati, eppure Benedetta Follia ha un enorme pregio: riesce sempre a sovvertire le carte in tavola, anche quando i giochi sembrano ormai conclusi. Carlo Verdone non si tira indietro sul caso 'molestie nel cinema'. Con lui Ilenia Pastorelli nei panni dell'inarrestabile commessa tamarra di periferia, che dimostra di avere un talento naturale per le commedie, Maria Pia Calzone nel ruolo dell'infermiera attenta e dolce, Lucrezia Lante della Rovere come l'ex moglie che ha scoperto la propria omosessualità dopo un quarto di secolo di matrimonio, e poi ancora Paola Minaccioni, Elisa Di Eusanio, Francesca Manzini.

Peccato per il product placement molesto, e per qualche parentesi greve, ma Benedetta follia ci riconsegna un Verdone ai massimi, e senza infingimenti: il meglio, nella vita, è già venuto.