Compostatori, etichette sacchetti bio siano compostabili

12 Gennaio, 2018, 12:11 | Autore: Sofia Staffieri
  • ANSA        
          +CLICCA PER INGRANDIRE

Una cifra assolutamente eccessiva e che, per esempio, potrebbe essere evitata semplicemente portando sempre con sé sporte e sacchetti riutilizzabili, rinunciando così del tutto al sacchetto e al relativo costo, oppure rifiutare la busta qualora il volume dei farmaci dispensati siano tali da poter essere trasportati senza l'ausilio della busta. Problema che non si pone solo per chi fa pesare i sacchetti di ortofrutta direttamente alle cassiere una volta giunti in cassa, procedura che ad esempio viene svolta da insegne come Eurospin o Lidl.

Nel nostro giro nei punti vendita di 10 insegne della grande distribuzione tra Milano e provincia (vedi qui) nei giorni successivi l'entrata in vigore della legge che obbliga i supermercati a mettere in vendita nei reparti ortofrutta gli ormai famigerati sacchetti biodegradabili e compostabili, l'avevamo notato anche noi: solo Esselunga comunica alla propria clientela che le etichette con il prezzo della merce da attaccare classicamente ai sacchetti dopo aver pesato la merce sono anch'esse compostabili.

Un sacchetto compostabile dovrebbe riportare la dicitura "biodegradabile e compostabile".

"Gli impianti sono comunque attrezzati a rimuoverle; tuttavia, l'utente sensibile può apporre l'etichetta sul manico, così da toglierla prima di utilizzare il sacchetto per la raccolta dell'umido, senza inficiarne la tenuta".

Per la raccolta dell'organico devono essere utilizzati solo sacchetti certificati a NORMA UNI EN 13432 realizzati in carta o in bioplastica.

Si tratta, spiegano dal Consorzio, di "un materiale che risulta 'indigesto' ai microorganismi che trasformano gli scarti alimentari e verdi in compost".

La presenza di plastica nei rifiuti organici è un problema molto grave, perché la rimozione di questi elementi richiede interventi impegnativi per l'energia da investire e i costi.

La raccolta differenziata del rifiuto organico - ricorda il CIC - nasce in Italia nei prima anni '90: da allora, in modo progressivo e costante, sono aumentati i tassi di raccolta differenziata così come voluto dapprima dalle regioni (con le pianificazioni regionali sulla gestione dei rifiuti), poi dallo Stato (con il Decreto Ronchi del 1997 e con il Testo Unico Ambientale del 2006) ed ora anche dall'Unione Europea (con la imminente revisione della Direttiva quadro sui rifiuti). "Un'evoluzione per il CIC importante e preziosa", sottolinea Centemero, direttore CIC.

"Il nostro auspicio per il futuro è un intervento migliorativo per rendere anche le etichette compostabili".

Un altro elemento fondamentale per un buon riciclo, e questo vale per tutte le filiere, dalla carta alla plastica, dal vetro all'alluminio, è la qualità della raccolta differenziata: per una buona raccolta dell'umido è indispensabile abbassare il più possibile elementi indesiderati non compostabili.