Assalto a un magazzino di Mozzate, arrestati i rapinatori

12 Gennaio, 2018, 16:18 | Autore: Alighiero Casassa
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L'obiettivo era un camion con un carico di 180 biciclette. Tre uomini armati di pistola avevano fatto irruzione del capannone della Anelda Sas, ditta specializzata nella commercializzazione di bicilette professionali. I malviventi, contestualmente, tutti armati di pistola e con il volto scoperto, costringevano i cinque dipendenti della ditta a riunirsi in un anfratto del capannone ed a sedersi a terra, costantemente tenuti a bada da due dei tre malviventi e dopo essere stati privati dei loro telefoni cellulari.

Terminate le operazioni di carico, durate una quarantina di minuti, era il momento della fuga. Dopodichè lo stesso rapinatore ha ordinato all'autista ucraino di salire sul camion e di mettersi alla guida del mezzo. Lui, il malvivente, al posto del passeggero così da tenere sotto stretta minaccia l'autista.

Gli altri due rapinatori, dopo la partenza dell'autoarticolato, rimanevano all'interno della ditta con i dipendenti ancora per una decina di minuti, permettendo al complice che si era impossessato dell'autoarticolato di allontanarsi dalla zona in cui, a breve, sarebbero scattate le ricerche dei carabinieri. E' a quel punto che gli operai hanno potuto dare l'allarme alle forze dell'ordine.

L'autista ucraino, invece, è stato costretto a rimanere in balia dei suoi sequestratori sino alle 18.45 circa, quando è stato liberato, insieme al camion (naturalmente svuotato del prezioso carico) nei pressi di Melegnano.

I Carabinieri della Stazione di Mozzate, più volte costretti ad intervenire in aiuto della donna, hanno puntualmente relazionato tutti gli avvenimenti all'Autorità Giudiziaria che, sulla scorta della gravità dei fatti, ha disposto per il L.F. M.la custodia cautelare in carcere. Devono rispondere di rapina aggravata e sequestro di persona in concorso. Il sospetto dei carabinieri era infatti che gli autori della rapina appartenessero a una vera e propria organizzazione specializzata nel settore dell'autotrasporto di merci. Al termine di una complessa indagine gli arresti di Matteo De Giglio, 57 anni di Terno d'Isola, il figlio Marco di 29 anni, Antonio Leprinetti 46 anni di Milano e Gesualdo Cusumano 63 anni di Filago. Proprio i legami di quest'ultimo coi De Giglio, oltre alla traccia telefonica lasciata sul luogo della rapina, non hanno lasciato dubbi agli investigatori.

Questa mattina, all'alba, i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Cantù in collaborazione con i colleghi della stazione di Mozzate e con la partecipazione, nelle fasi esecutive, di personale della Compagnia di Treviglio (Bergamo), hanno sgominato una banda di rapinatori.

Il provvedimento restrittivo è stato notificato ai De Giglio presso il carcere di San Vittore a Milano dove si trovavano già detenuti.