Simit: In arrivo il picco del virus influenzale

10 Gennaio, 2018, 20:47 | Autore: Minervina Schirripa
  • E ora arriva il picco per l'influenza. Anche a Ragusa casi in crescita

E' stato chiesto a tutti i Direttori generali e sanitari delle Aziende sanitarie regionali di potenziare azioni e risorse dedicate all'assistenza, relazionando con tempestività su azioni messe in campo ed esigenze emerse per fronteggiare al meglio la situazione, anche in vista del cosiddetto picco influenzale previsto nelle prossime settimane. Dai dati diffusi dalla Federazione italiana dei medici di medicina generale risulta che dal 2 al 4 gennaio negli ambulatori dei medici di famiglia sono state visitate in media 51 persone rispetto alla media abituale che invece non supera i 30-35 pazienti. "Tuttavia - aggiunge - questo non deve creare allarmismo perché vi sono alcune regioni italiane in cui i casi influenzali sono maggiori di quelli registrati in Puglia".

Un brusco aumento anche negli anziani in cui l'incidenza è pari a 6,3 casi per mille assistiti. E' il quadro dell'emergenza in atto tracciato dal presidente della Società italiana di medicina di emergenza urgenza (Simeu), Francesco Rocco Pugliese. Un ulteriore problema riguarda le barelle delle ambulanze: "In molti casi, specie nelle città, il paziente vi permane per mancanza di spazio al Ps e dunque - sottolinea Pugliese - l'ambulanza non può ripartire". In particolare poi ben il 90% dei decessi si registra tra gli anziani.

Se l'influenza sta colpendo in tutta Italia, le regioni dove l'attività virale è più intensa sono Piemonte, Provincia Autonoma di Trento, Liguria, Marche, Basilicata e Calabria, seguite da Umbria, Lazio, Abruzzo, Campania e Sardegna.

Il virologo ribadisce l'importanza del vaccino, "che costituisce un salvavita per le categorie più fragili come i bambini, gli over 65 e coloro che sono affetti da patologie croniche".

Nello specifico, l'influenza australiana preoccupa così tanto che il vescovo della diocesi nordirlandese di Down e Connor ha scelto di abolire lo scambio della pace durante le celebrazioni, per evitare che si possa diffondere ulteriormente il ceppo influenzale che di recente ha raggiunto anche la Gran Bretagna. Un recente studio statunitense, pubblicato su 'Pnas' a fine 2017, ha analizzato il fenomeno nella passata epidemia - stagione 2016-2017 - quando è stato particolarmente evidente: l'efficacia generale del vaccino è stata infatti del 43% negli Stati Uniti e del 38% in Europa, mentre la percentuale ottimale dovrebbe attestarsi al 60-70%.

Anche se attualmente non c'è stata una buona corrispondenza tra vaccino e virus ora in circolazione, è indispensabile per aiutare ad alleviare la gravità e la durata dei sintomi dell'influenza. Ad oggi, secondo gli ultimi dati della rete Influnet dell'Istituto superiore di sanità, sono stati già colpiti 2 milioni di italiani, di cui 672mila nell'ultima settimana.

"Questi sintomi - osserva - perdurano per diversi giorni e, nei soggetti più deboli, possono insorgere gravi complicanze, purtroppo a volte dall'esito addirittura fatale". "Nei vaccini adiuvati, oltre all'antigene, cioè quella sostanza che è propria dei batteri o dei virus verso la quale dobbiamo innescare la difesa, contiene anche altre sostanze adiuvanti, che aiutano il sistema immunitario a reagire in maniera più efficace alla presenza del virus". "Per tutte le altre patologie circolanti nei mesi invernali, si parla di infezioni respiratorie acute o sindromi parainfluenzali, ugualmente fastidiose, certo, ma non pericolose come può essere l'influenza per alcune categorie o fasce d'età".