Disoccupazione giovanile cala al 32,7% secondo l'Istat

10 Gennaio, 2018, 15:40 | Autore: Sofia Staffieri
  • Lavoro, Istat: a novembre 23,18 milioni occupati, al top dal '77

Il tasso di occupazione di coloro che son in età compresa tra i 15 e i 64 anni è salito al 58,4% con un aumento di 0,2 punti percentuali su ottobre e di 0,9 punti su novembre 2016. L'aumento dell'occupazione, soprattutto a causa dell'andamento demografico e della stretta sull'accesso alla pensione, si concentra tra gli over 50 che segnano una crescita di 52.000 occupati su ottobre e di 396.000 occupati su novembre 2016. Tra i 35 e i 49 anni si sono persi invece 161mila occupati.

Ma se aumentano i tempi determinati, le retribuzioni diminuiscono?

Il tasso di disoccupazione a novembre su base mensile si attesta all'11,0%, (-0,1 punti percentuali rispetto a ottobre), mentre quello giovanile cala al 32,7% (-1,3 punti).

Nel complesso dell'Eurozona il tasso di disoccupazione giovanile è sceso al 18,2% rispetto al 20,5% del novembre 2016. A novembre 2017 gli occupati in Italia erano 23.183.000 con un aumento di 65.000 unità su ottobre e di 345.000 su novembre 2016. L'Istituto sottolinea anche che il tasso è diminuito di un punto percentuale rispetto a novembre 2016.

Si registra un aumento comunque anche degli occupati tra i 15 e i 24 anni (+76.000 unità rispetto a novembre 2016) e tra i 25 e i 34 anni (+34.000).

Dati positivi anche per il segretario confederale Uil Loy, preoccupato però per il boom dei contratti a termine. Diametralmente opposta la lettura dell presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, secondo il quale le riforme "dimostrano di dare slancio al Paese, a cominciare dal Jobs Act", perciò "non vanno smontate ma adeguatamente potenziate".

"A novembre il numero di occupati ha raggiunto il livello più alto da 40 anni". Anche al netto dell'effetto della componente demografica, l'incidenza dei disoccupati sulla popolazione è in calo tra i 15-49enni, mentre cresce tra gli ultracinquantenni. E che le ore lavorate sono ancora ben lontane dai livelli raggiunti nel 2008. "Servono più che mai impegno e serietà, non certo una girandola di illusioni", ha concluso. I dati correttamente interpretati ci dicono, infatti, che il 90% dell'aumento degli occupati è costituito da dipendenti con un rapporto di lavoro a termine.

Da parte sua il ministro del Lavoro Poletti osserva: "Rispetto a febbraio 2014 gli occupati sono 1 milione e 29 mila in più, di cui 541 mila permanenti".