Alzheimer e Parkinson: Pfizer stop ricerca cura Alzheimer-Parkinson LE RAGIONI

09 Gennaio, 2018, 14:47 | Autore: Minervina Schirripa
  • Pfizer rinuncia alla ricerca contro Alzheimer e Parkinson

Investire fior di quattrini nella ricerca contro queste malattie per l'azienda non è più conveniente, da qui la decisione di deviarli altrove. Ma c'è chi invece si è arreso.

Questa malattia degenerativa distrugge la memoria, sviluppando placche amiloidi e ammassi neurofibrillari nel cervello che danneggiano i neuroni, impedendone il funzionamento.

Ma non dobbiamo temere: Pfizer ha dichiarato che non rinuncerà totalmente alla lotta contro le malattie neurodegenerative.

Gli sforzi di trovare un 'antidoto' alla demenza che colpisce decine di milioni di persone nel mondo sono stati costosi ma futili, ha spiegato la società, che ha quindi deciso di abbandonare la strada intrapresa.

Purtroppo, non sono disponibili cure farmacologiche risolutive e l'assistenza grava per l'80 % dei casi sulla famiglia che deve dedicare l'intera giornata alla gestione del malato pagando un importante prezzo sia in termini di stress psicologico che in termini economici. Alla fine dello scorso anno, un farmaco anticorpo infuso nei corpi dei pazienti, prodotto da Eli Lilly, non ha avuto un effetto significativo sulla malattia.

La notizia del passo indietro di Pfizer dalla frontiera della ricerca sulle patologie neurodegenerative, lanciata con evidenza anche dai mezzi di informazione generalisti, ha fatto sorgere molte e diffuse preoccupazioni, in particolare tra gli addetti ai lavori e nelle associazioni dei malati (che registrano numeri in crescita) di patologie come l'Alzheimer e il Parkinson. In precedenza, nel 2012, anche un farmaco messo a punto dalla stessa Pfizer, in joint venture con Johnson &Johnson ed Elan Pharmaceuticals, simile al farmaco Lilly, aveva fallito il suo scopo. Attualmente i trattamenti terapeutici utilizzati offrono piccoli benefici sintomatici e possono parzialmente rallentare il decorso della patologia; anche se sono stati condotti centinaia di studi clinici per l'identificazione di un possibile trattamento per l'Alzheimer, non sono ancora stati identificati trattamenti che ne arrestino o invertano il decorso.