Gerusalemme capitale, Keret: "Trump è un bullo, ignoriamolo"

07 Dicembre, 2017, 20:46 | Autore: Alighiero Casassa
  • Trump dichiara Gerusalemme capitale di Israele. Palestinesi in protesta

Non è piaciuto (per usare un eufemismo) e non poteva piacere ai leader dei Paesi europei, e a maggior ragione a quelli dei Paesi musulmani, il discorso con cui il presidente americano Donald Trump ha ufficialmente riconosciuto Gerusalemme capitale dello Stato di Israele, impegnandosi a trasferirvi l'ambasciata americana. "Gerusalemme - ha detto Trump - non è solo il cuore di tre religioni, ma di una delle democrazie più importanti al mondo".

La decisione di Trump per i palestinesi significa l'allontanamento della prospettiva di veder riconosciuta Gerusalemme est come capitale di un futuro stato palestinese indipendente. Da fonti mediche palestinesi il quotidiano israeliano Maariv ha appreso che finora si ha notizia di 114 palestinesi che hanno necessitato soccorsi medici perché feriti da armi da fuoco, o intossicati da gas lacrimogeni o contusi da proiettili rivestiti di gomma. Nessun Paese ha al momento la sua ambasciata a Gerusalemme.

Proprio per questo, ha sottolineato Trump, "Israele è uno Stato sovrano con il diritto come ogni Paese di decidere la sua capitale". Immaginare però, in questa fase, che una decisione così controversa e anche provocatoria agli occhi dei palestinesi - ma se volessimo allargare lo sguardo del cosiddetto intero mondo arabo -, che questa decisione possa essere positiva in vista di un negoziato, beh, ci vuole una discreta fantasia...

Trump va letto come un presidente radicale, che risponde ad un elettorato specifico e si preoccupa sempre meno del "tutto". Il problema è che, pur lasciando aperto il discorso di una soluzione a due Stati per risolvere il conflitto israeliano-palestinese, Trump ha di fatto glissato su un trascorso storico che, ancora oggi, continua ad avere risvolti non indifferenti sul sentimento di molti gruppi etnici dell'area mediorientale. Trump invece ha fatto il contrario. "Solo realizzando la visione di due Stati che convivono in pace e sicurezza, con Gerusalemme capitale di Israele e della Palestina, tutte le questioni sullo status saranno risolte in via definitiva attraverso negoziati, e le legittime aspirazioni di entrambi i popoli saranno raggiunte". "Guardiamo con grande preoccupazione tutti i fatti e tutte le decisioni che sembrano contraddire la strada che la comunità internazionale ha imboccato da tanto, troppo tempo senza vedere il traguardo", afferma il ministro degli Esteri Angelino Alfano. Ma l'effetto annuncio di Gerusalemme capitale potrebbe già provocare dei danni incalcolabili, con lo spettro di una nuova sanguinosissima intifada dietro l'angolo.

"Anzitutto, il messaggio concreto iniziale è quello riguardante la politica domestica degli Stati Uniti: ovvero Trump, incapace oppure contrario ad estendere la propria base elettorale, tende allora a renderla più profonda e fedele, regalando alla destra religiosa statunitense evangelica, storicamente legata ad Israele e al suo concetto religioso, un risultato simbolico come questo che non potrà che essere gradito". Ha parlato con il presidente palestinese Mahmoud Abbas e con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, nonché con il re di Giordania Abdullah e con il re saudita Salman.

Gerusalemme Est, in cui si trova la città vecchia con i monumenti e i luoghi di culto e che è abitata in maggioranza da arabi (senza cittadinanza), è una zona militarizzata. Cosa accadrà nei prossimi giorni?