Falcone, libertà, yes man: Grasso nuovo leader della sinistra in 8 parole

07 Dicembre, 2017, 09:13 | Autore: Alighiero Casassa
  • SCENARIO/ Sciopero Cgil & Grasso, comincia l'assedio al Pd renziano

Tasse più giuste e progressive, una vera parità di genere.

Tutto ruota intorno ai tre partiti che si sono staccati dal Pd a Roma: Sinistra Italia, Possibile e Mdp. Con l'aggravante che Renzi e il Pd sono stati e continuano ad essere sbeffeggiati alla stregua di garzoni da un discutibilissimo maestro di etica della politica. Ma un paio di passaggi polemici li ha dedicati a chi non ha apprezzato la sua scelta di campo e a chi cerca di ridimensionare la portata del nuovo progetto politico.

Poi si arriva a domenica 3 dicembre, dove l'operazione "liquidare Renzi" si svolge all'"Atlantico" dell'Eur. Secondo i primi sondaggi, 'Liberi e uguali' vale già adesso più del 5%, ma, almeno per ora, bisogna tener conto dell'effetto novità e dell'effetto Grasso.

Nel corso dello stesso evento, Pietro Grasso, attuale presidente del Senato, è stato incoronato leader - e candidato premier - della neonata formazione politica. Di qui le molte critiche, polemiche e persino accuse che osservatori e avversari e concorrenti politici hanno voluto dedicare alla nuova formazione guidata da Piero Grasso. Non si conosce bene ancora il destino di Laura Boldrini, la presidente della Camera, ma è indubbiamente Grasso il nome di peso, il personaggio che offre consistenza a un elettorato vasto, un po' di più che i "pesi leggeri" come gli spensierati Speranza e Civati. Designato alla testa del movimento (o partito?) da qualcuno che, allo stato, non è indicato (probabilmente Bersani, Fratoianni, chi era costui?, e Civati, sì proprio lui il pupone estratto dal mazzo proprio da Matteo Renzi) con il metodo, quindi, del centralismo che più centralismo non si può, Grasso ha recato il suo pallido volto sul palco della manifestazione costitutiva del partito, regalandoci un discorso piatto e burocratico, significativo della cifra di un personaggio incapace di accendere speranze e fantasie. Perché la sua intenzione è dare alla nuova "cosa rossa" in formazione una coloritura più variegata proprio per non restringersi in una ridotta di sinistra sulla scia della Linke tedesca nata da una scissione dalla Spd.

In ogni caso, col tempo vedremo se ci troviamo di fronte ad un vero soggetto politico o ad una coalizione elettorale fatta semplicemente per affrontare meglio le elezioni. Un capo che avrà una coda, naturalmente, anche in Irpinia, soprattutto ma non solo nella contabilità dei seggi che saranno assegnati con le prossime elezioni. Questo basterebbe già alla squadra di Grasso, Bersani e D'Alema. L'ambizione, ci sembra di credere, è anche quella di ricostituire il centro sinistra dopo lo tsunami che ha investito un partito che pur lacerato al suo interno pensava di aver ritrovato il suo equilibrio con il nuovo segretario Matteo Renzi. A questo punto è necessaria una rottura profonda tra il passato e il futuro che può determinarla solo chi è meno compromesso, politicamente parlando, con il vecchio establishment. Napolitano, Casini, De Mita, Pomicino, Berlusconi, Gargani, Mastella ed altri "immortaloidi": ma questa è un'altra storia, figlia del resuscitato proporzionale e del tanto osannato "No" al Referendum di un anno fa.