Pizza patrimonio Unesco? Franceschini s'improvvisa pizzaiolo

06 Dicembre, 2017, 20:07 | Autore: Minervina Schirripa
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La decisione del comitato per Pizza Unesco arriverà ufficialmente il 9 dicembre e si concluderà così un percorso iniziato 7 anni fa e che ha coinvolto oltre 2 milioni di persone con la loro firma a sostegno della candidatura dell'arte dei pizzaioli napoletani a patrimonio immateriale dell'Unesco.

"La tutela Unesco è legittima: la pizza deve diventare uno dei fattori di occupazione a Napoli: chiedo un corso di laurea, una nuova kermesse che la rappresenti alla platea internazionale, più il riconoscimento del lavoro dei pizzaioli che da commercianti devono essere considerati, per legge, artigiani". Scelse mozzarella e pomodoro, che da allora in suo onore prese il nome di Margherita. Dietro ogni vera pizza napoletana, in qualsiasi parte del mondo si prepari, c'è una parte di Napoli che noi riconosciamo dal profumo al gusto.

Panini ricorda che l'iscrizione dell'Arte dei pizzaiuoli napoletani nella Lista rappresentativa dei Beni mondiali dell'Unesco porterebbe: "Un riconoscimento importante del mondo intero, perché considerare la capacità professionale e non il prodotto un patrimonio universale del mondo credo che allevi per un attimo quella fatica che ogni giorno si prova quando si spegne il forno". Oggi, a Torre Giardino, c'era anche Antonio Astarita, titolare di un'altra storica pizzeria della città. "Vorremmo che tutti sappiamo che tra le mani abbiamo un'arte che ci tramandiamo di generazione in generazione - ha sottolineato - Ci auguriamo che ci sarà un turismo ancora più interessato alla pizza rispetto a ora". "Sarà un passaporto per il mondo la storia è dalla nostra, aspettiamo la benedizione".