Il parà Scieri non si uccise, fu aggredito

06 Dicembre, 2017, 18:09 | Autore: Alighiero Casassa
  • Caso Scieri 18 anni di misteri su morte par

La relazione parlamentare d'inchiesta sulla morte del parà Emanuele Scieri ha decretato che il ragazzo morto nella caserma Gamerra di Pisa non si suicidò. "La Commissione ha lavorato con determinazione nella ricerca della verità nella consapevolezza che le responsabilità penali sono individuali con pieno rispetto e considerazione nei confronti delle forze armate". La conclusione choc: non fu suicidio. Scheri, secondo la Commissione, fu vittima di una violenta aggressione prima di salire sulla torretta della caserma Gamerra di Pisa, ai piedi della quale fu rinvenuto cadavere.

Non fu un suicidio, come suggerì ilcomando della Folgore. In questi mesi la Commissione capeggiata dal presidente Sofia Amoddio, ha acquisito quasi seimila pagine di documenti e 45 udienze.

La commissione d'inchiesta, intrecciando gli elementi acquisiti nel 1999 dalla magistratura con nuovi elementi di indagine acquisiti attraverso le audizioni, ha fornito nuovi elementi che ha consegnato alla Procura della Repubblica di Pisa. "Inoltre - conclude - abbiamo accertato che alla Gamerra avvenivano gravi atti di violenza, non riconducibili a semplice goliardia". "La consulenza cinematica di tecnici specializzati ha accertato che una delle scarpe di Scieri ritrovata troppo distante dal cadavere, la ferita sul piede sinstro e sul polpaccio sono del tutto incompatibili con una caduta dalla scala e mostrano chiaramente che il giovane è stato aggredito prima di salire sulla scaletta". A non convincere, infatti, ci sarebbero le audizioni dei carabinieri che si occuparono di eseguire i rilievi i quali avvennero in assenza del pm e degli uomini del Ris. Lo stessa corpo senza vita di Emanuele Scieri fu manipolato al fine di accedere al cellulare che il giovane portava nel suo marsupio.